Falotico (Cisl): la Fiat non sfidi il sindacato sui diritti

punti apici 23/08/2010
ore 12:16
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BAS“La Fiat deve reintegrare, per ora senza se e senza ma, i tre lavoratori licenziati rispettando quanto stabilito dalla sentenza di primo grado, fatto salvo il diritto dell'azienda a ricorrere in appello”. Lo sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, secondo cui “in uno Stato di diritto sia l'azienda che i sindacati sono tenuti al rispetto delle sentenze della magistratura, anche quando non sono condivise”.

Falotico parla anche di democrazia sindacale all'indomani della proposta lanciata da Raffaele Bonanni al Meeting di Rimini di dare più poteri ai lavoratori della Fiat per rafforzare il progetto Fabbrica Italia. “Il tema della democrazia economica è un nostro vecchio pallino e ritengo che Marchionne farebbe bene a non farsi sfuggire un'occasione storica: coinvolgere attivamente il mondo del lavoro nel processo di trasformazione della più importante fabbrica italiana in azienda di rango internazionale. Del resto – prosegue Falotico – se Marchionne ha potuto chiudere con successo l'accordo di acquisizione della Chrysler è anche perché negli Usa la partecipazione dei lavoratori al governo delle imprese, attraverso i fondi pensioni e le stesse organizzazioni sindacali, è una realtà consolidata”.

“Se Fiat vuole governare i suoi stabilimenti – aggiunge il segretario lucano della Cisl – farebbe bene a non sfidare il sindacato sul terreno dei diritti e delle tutele, la vera sfida va realizzata sul terreno della partecipazione e del coinvolgimento dei lavoratori, come già avviene alla Chrysler. No siamo dell'idea che si debbano dare più poteri e quindi più responsabilità ai lavoratori, altrimenti il rischio è che si scivoli verso una perniciosa deriva antagonista, col risultato controproducente di rendere ingovernabili le fabbriche e irrealizzabili gli obiettivi del piano industriale. Ci sono sindacati che hanno scelto la via della responsabilità perché per statuto antepongono agli interessi di bottega il bene comune dei lavoratori, mi auguro che Marchionne vorrà tenerne debitamente conto”.
(bas - 04)

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