Vaccaro (Uil): basta scontri sulla testa dei lavoratori

punti apici 23/08/2010
ore 10:26
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BAS“La Sata di Melfi da fabbrica del futuro sembra destinata a sprofondare nel passato peggiore, quello di una conflittualità aziendale senza governo e senza sbocco”. Ad affermarlo è il segretario generale della Uil Basilicata, Carmine Vaccaro, che aggiunge: “Quando l’impresa e il sindacato scelgono la logica del duello, quando le relazioni industriali si incamminano sulla strada della reciproca intransigenza ed insofferenza, quando entrano in fabbrica il magistrato e l’ufficiale giudiziario, si mette decisamente male per le prospettive dello sviluppo e del lavoro. Abbiamo giudicato negativamente il provvedimento adottato dalla Sata per il licenziamento dei tre lavoratori; giudichiamo ancor più grave e sbagliata la decisione di non dare corso alla sentenza del loro reintegro”. A giudizio del leader della Uil Basilicata, “se ci si chiede a chi giovi tutto questo, si ha netta la sensazione di una recita strumentale, con una tacita divisione dei ruoli tra Fiat e Fiom, che, al di là della vistosa contrapposizione delle loro posizioni, sembrano entrambe proiettate a perseguire di fatto il medesimo obiettivo: rimettere in campo i termini più anacronistici del conflitto tra capitale e lavoro e liquidare in tal modo lo spazio faticosamente conquistato dal sindacato riformista per fare dei lavoratori i coprotagonisti dignitosi e responsabili delle politiche di sviluppo di innovazione”. Quanto alla posizione della Uil, Vaccaro dissipa ogni equivoco e sottolinea con chiarezza che “la Uil, come sempre, sta da una parte sola, dalla parte dei lavoratori, e proprio per questo essa si batte contro tutti gli atteggiamenti e le azioni di esasperazione delle tensioni a livello aziendale e territoriale, che rischiamo di scaricarsi ad esclusivo detrimento degli interessi dei lavoratori e delle popolazioni locali”. “Una grande azienda come la Fiat -conclude il segretario della Uil- non può infilarsi nel vicolo cieco delle provocazioni e delle rivalse, tocca ad essa ed alla sua responsabilità interrompere uno scontro privo di sbocchi e riaprire un confronto positivo orientato al futuro. Mi auguro che anche Confindustria di Basilicata faccia la sua parte in questa direzione”.
(bas - 04)

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