Dc: torna il fantasma della questione democristiana

punti apici 23/08/2010
ore 10:04
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BAS“C’è chi ripete continuamente che “non vuol morire democristiano” (il sen. Egidio Digilio), chi si pente della eccessiva fiducia data a Berlusconi che lo tratta come l’ultima ruota del carro (Ministro Gianfranco Rotondi) e chi gioca all’ennesimo partitino che però non supererà mai gli stretti confini regionali (Antonio Potenza e Roberto Falotico): la verità è che la “questione democristiana”, da sempre esorcizzata, da “fantasma” si rimaterializza a Potenza come a Roma perché tutti sono costretti, loro malgrado, a fare i conti con l’area cattolico-democratico-popolare che è trasversale ma maggioritaria nel Paese”. E’ quanto sostiene il segretario regionale della Dc della Basilicata Giuseppe Potenza, per il quale “il profondo malessere dei cattolici, riesploso al tradizionale Meeting di Comunione e Liberazione, diventato anzi per gli osservatori politici l’occasione per “misurare” il disagio dei cattolici, non si può interpretare né attraverso il tardivo pentitismo e né con il solito atteggiamento trasformistico ed opportunistico. Voglio dire che se solo ora il Ministro Rotondi scopre di non contare nulla nei disegni presenti e futuri di Berlusconi e Antonio Potenza insieme a Roberto Falotico ed Angelo Tosto, ancora questi due ultimi solidamente ancorati al centrodestra e comunque provenienti da recenti battaglie elettorali di contrapposizione al centrosinistra, danno vita ad un Laboratorio-Pensatoio, sono entrambi tentativi patetici di recuperare una credibilità tra i cattolici che è definitivamente crollata. Il disorientamento nell’area cattolico-democratico-popolare ha ragioni profonde, a partire dalla mancanza di interlocutori all’interno di una classe dirigente sempre più autoreferenziale e distante dai problemi della gente e – dice il segretario della Dc – non è pensabile che ci possa essere chi tenta di approfittarne magari illudendosi che un nuovo contenitore sia un nuovo specchio per le allodole di San Francesco. I cattolici impegnati nella vita politica dovrebbero elaborare una nuova "agenda sociale" che attraversi gli schieramenti e rilanci la loro presenza in politica. Due idee concrete su tante: applicare subito il quoziente familiare e creare nuova occupazione con l’impresa sociale che possono lavorare nel mercato dei servizi alla persona oppure piccole imprese. Per la Basilicata, dove i cattolici sono tornati protagonisti della rinascita civile, ci sono le condizioni per diventare un laboratorio politico-istituzionale e sopratutto civile nel quale personalismi ed opportunismi non hanno diritto di cittadinanza".
(bas - 04)

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