Cia: attivare “governance sistema agricolo”

punti apici 02/08/2010
ore 11:12
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BASLe nuove politiche agricole regionali devono partire dall’attivazione di una “governance di sistema” che assuma al proprio interno il governo diffuso del territorio e delle sue risorse, leve e fattori insostituibili e determinanti di nuovi processi di sviluppo e di crescita economica e produttiva della nostra regione: è quanto sostiene, in un documento, l’Ufficio di Presidenza della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata.
Al primo posto del nuovo sistema di governo dell’economia rurale la Cia colloca il riordino degli Enti che operano in agricoltura rivisitando ed integrando l’attuale normativa specie sul versante della efficienza e della semplificazione amministrativa ed inserendo: l’istituzione dello sportello unico dell’agricoltore; la certificazione del fascicolo aziendale; l’Anagrafe unica aziendale e banca dati dell’agro-alimentare; la regionalizzazione del sistema di controllo sugli aiuti a superficie; l’Agenzia regionale per la gestione del patrimonio fondiario e forestale demaniale; il Piano regionale per la gestione dei rifiuti in agricoltura. La “governance” di cui da troppo tempo si parla – è scritto nel documento – deve essere in grado di rendere inclusivi e capitalizzare l’organizzazione sistematica del territorio che si disarticola in forme diversificate quali gli ambiti ottimali, i comprensori di servizi, gli areali produttivi, i sistemi locali, i distretti produttivi. Tutte articolazioni che se portate a sintesi generano impatti positivi in materia di sviluppo locale, coesione sociale e territoriale oltre che protagonismo dei territori e capacità competitiva degli stessi e quindi opportunità di crescita diffusa. La Cia inoltre impegna le istituzioni regionali a procedere alla rapida approvazione della legge in materia di Comunità Locali che deve tener conto delle novità in materia di federalismo e del Codice delle Autonomie Locali, prevedendo la Consulta dell’Economia e delle Attività Produttive, la delega in materia di progetti integrati di sviluppo, le funzioni consortili e di raccordo in materia di servizi alle comunità e al territorio. Di qui l’appello al Governo Regionale affinchè si dia corso alla definizione di una moderna ed innovativa governance ancorata ad assetti e soluzioni istituzionali efficienti, sostenibili in grado di generare e garantire coesione e riequilibrio dei nostri territori, servizi essenziali alle comunità locali, supporto ai sistemi economici e produttivi, innovazione e sviluppo.
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