Di Lascio (Pd) su sanità Lagonegrese e Cra Chiaromonte

punti apici 02/08/2010
ore 09:18
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BAS“Il processo di riordino della sanità lucana non è ancora concluso e alcuni territori, più di altri, attendono risposte non più rinviabili”.
È quanto dichiarato da Vito Di Lascio, assessore al bilancio, programmazione economica e patrimonio della Provincia di Potenza.
“È il caso del lagonegrese, dove la sanità pubblica sembra essere in ritardo rispetto ad una meglio organizzata sanità privata. Il ritardo nell’avvio dei lavori per la costruzione dell’Ospedale Unico per Acuti a Lagonegro è preoccupante, alla luce del fatto che il nuovo plesso ospedaliero rappresenta una straordinaria opportunità per l’economia del territorio ed un rilancio serio dell’offerta sanitaria-ospedaliera dell’intera area sud.
Apprensione desta, per di più, l’atteggiamento neutrale rispetto alle eccellenze della ex Asl 3, ossia rispetto alle azioni sperimentali di riconversione funzionale dei servizi e delle strutture sanitarie che hanno contribuito alla riduzione dell’emigrazione sanitaria, all’accrescimento dei livelli quantitativi e qualitativi del servizio sanitario locale, che hanno fornito una concreta e tangibile opportunità occupazionale a tanti giovani del territorio. I poli di Chiaromonte e Maratea – prosegue Di Lascio - sono la dimostrazione lungimirante di come si possa riqualificare la spesa sanitaria senza creare tensioni sociali, accrescendo, addirittura, la qualità dell’offerta sanitaria. Una strategia frutto dell’impegno del presidente De Filippo che ha puntato sulla riconversione produttiva e sinergica dei presidi sanitari senza chiuderli, in maniera da attivare servizi nuovi e, con essi, un’utenza anche interregionale.
In particolare, il Centro di Riabilitazione Alcologica di Chiaromonte – fa notare l’assessore Di Lascio - attivato nel luglio 2007, ha erogato numerosi servizi rivolti verso tanti cittadini con problemi alcol correlati, sfruttando compiutamente la collaborazione con le associazioni di volontariato, in particolare con i club degli alcolisti in trattamento.
L’uso di alcol, come è noto, provoca danni e morti evitabili, ma è anche responsabile di atteggiamenti di disimpegno, evasione dalle responsabilità e decadimento personale che hanno un impatto importante sul tessuto sociale delle nostre comunità.
Ritengo – conclude Di Lascio - che dovrebbe essere una priorità dell’Amministrazione regionale potenziare il C.R.A. di Chiaromonte, attraverso finanziamenti per il rafforzamento della rete infrastrutturale e la previsione di concorsi che mettano la parola fine alla precarietà e consentano al polo sanitario di disporre di operatori in pianta stabile”.
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