Ugl: "Sata e' nelle condizioni di produrre"

punti apici 27/07/2010
ore 08:50
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"Bisogna affrontare le criticità emerse nel settore dell'automobile italiana con un occhio rivolto al sito di Melfi sostenuto con il massimo dell'unità sindacale mettendo in campo tutte le forze possibili per far dialogare,coinvolgendo e convincendo FIAT a non trasferire produzioni e modelli in Serbia”. E’ quanto sottolineano congiuntamente il Segretario Regionale,Giuseppe Giordano e Russo Donato,Segretario Provinciale dell’UGL metalmeccanici.
“La Regione deve assumersi le proprie dovute responsabilità dopo che ha deciso di investire con il gruppo Fiat 18,5 milioni di euro dei cittadini Lucani nella ricerca allo scopo di rafforzare il sistema del famoso Campus Tecnologico che doveva servire per lo sviluppo dell'”automotive” ed anche per lo sviluppo di una rete di ricerca di eccellenza nel territorio lucano mentre oggi c’è necessità che il piano presentato da Fiat il 21 aprile deve darci tranquillità anche per il nostro territorio automobilistico strategicamente da un punto di vista industriale oltre a garantire l’occupazione. Per questo chiediamo all’azienda di ribadire al tavolo di domani,mercoledì 28 luglio i propri impegni, perché ne va del futuro dei lavoratori di tutto il settore auto ed a maggior ragione per la SATA di Melfi che a tutt’oggi non ha nessuna alternativa di produzione oltre alla Grande Punto. Ci preoccupano gli annunci di stravolgimento dei programmi futuri dette dall’amministratore delegato, adesso è maturo il tempo dove al tavolo organizzato dal Governo è arrivato il punto cardine della trattativa che è e deve restare nell’ambito delle relazioni industriali e non politiche.
Per l’UGL Basilicata – continuano Giordano e Russo - non basta mantenere la stessa quota di auto prodotte ogni anno come indicata nel piano di aprile, occorre anche confermare per lo stabilimento del Vulture-Melfese quale sia un nuovo progetto al fine di garantire tutti i livelli occupazionali anche se in Basilicata ,come nel resto d’Italia, potrebbe esserci una parte di sindacato che voglia mettere in crisi un nuovo progetto industriale”.

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