Tpl, Merra: “Noi siamo per le soluzioni immediate”

punti apici 11/02/2020
ore 10:26
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L'assessore alle Infrastrutture Donatella Merra

L'assessore alle Infrastrutture Donatella Merra

AGR“Il servizio di trasporto pubblico con gestione scaduta nel 2017, e per la cui prosecuzione i precedenti Governi regionali non hanno trovato la indispensabile soluzione, è in cima alle priorità del Dipartimento Infrastrutture e mobilità e dell’esecutivo guidato dal presidente Bardi. Sin dai primi giorni di attività del nuovo Governo regionale, insediatosi solo nove mesi fa, stiamo lavorando intensamente per risolvere la pesante eredità. Gli impegni presi prima di Natale sono stati mantenuti con la liquidazione di ulteriori 32 milioni di euro circa sul contratto di servizio in essere. Con l’imminente approvazione della legge di bilancio e degli atti ad essa collegati da parte del Consiglio regionale questa problematica troverà la necessaria sistemazione. Operiamo con impegno e responsabilità per produrre soluzioni immediate lasciando ad altri la scelta troppo facile di assegnare colpe anche a chi non ne ha”.

È quanto dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra, in riferimento al dibattito in corso sulla questione relativa al servizio di trasporto pubblico locale.

“In questi mesi, comunque, - evidenzia Merra - sono stati posti in essere una serie di provvedimenti transitori e necessari per assicurare ai cittadini lucani il servizio e ai lavoratori del settore la loro legittima retribuzione. Dispiace constatare – sottolinea l’esponente del Governo regionale - che alcuni di questi provvedimenti sono stati oggetto di strumentalizzazioni che stanno danneggiando l’intera comunità. L’impegno politico assunto dalla nostra maggioranza e la risoluzione del problema dimostreranno ai lucani la verità, cioè che questo Governo lavora affinché nella regione Basilicata ci sia, finalmente, un servizio di trasporti moderno, efficiente, dove gli interessi dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese, siano garantiti. Scoraggiare il processo di cambiamento mediante azioni di forza che ricadono sui lavoratori – conclude Merra – è un’abitudine storica, in questa regione, che è necessario estirpare”. 

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