Deputazione Storia Patria, pubblicato libro su archivio Mazzarone

punti apici 24/07/2019
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BAS“Rocco Mazzarone e il suo Archivio” è il titolo del volume pubblicato nella collana “Fonti e Studi per la Storia della Basilicata” della Deputazione Lucana di Storia Patria-Istituto per gli Studi Storici dall’Antichità all’Età Contemporanea. È quanto scritto in una nota della segretaria della Deputazione Storia Patria, Agnese Giambrocono. A cura di Carmela Biscaglia e Michela Giannetti, il volume è caratterizzato dalla presentazione del Presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria e Direttore della Collana “Fonti e Studi per la storia della Basilicata”, prof. Antonio Lerra, dalla prefazione del prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, da un denso saggio introduttivo della prof.ssa Carmela Biscaglia “Rocco Mazzarone: la vita e l’impegno di un medico”, dall’accurato, ampio, Inventario dell’Archivio di Rocco Mazzarone e relativi Indici, per un insieme di ben 612 pagine. “Una figura eccezionale, quella di Rocco Mazzarone - scrive nella presentazione Lerra -, da tempo al centro di varie analisi e letture che, per gli ambiti di più diretta e specifica trattazione, ne hanno posto in significativo rilievo la profonda e lineare dimensione umana, connotata da spiccata sensibilità per l’altro, l’intenso impegno sociale, non solo come medico, l’attività scientifica e didattica in campo universitario, il sempre generoso impegno civile, non solo a livello istituzionale. E ciò nel quadro di una peculiare visione e pratica riformista modernizzante che ha caratterizzato, in e dalla Basilicata, una rilevante stagione di propositivo dinamismo culturale, che ha avuto in lui un protagonista di prima fila in fraterno sodalizio con Carlo Levi, Rocco Scotellaro e Manlio Rossi Doria, in una fitta trama di relazioni, nazionali ed internazionali, con altre personalità di prim’ordine, quale, ad esempio, Friedrich George Friedmann. Un intellettuale, Rocco Mazzarone, che al robusto spessore culturale - evidenzia - accompagnava una tenace ed affabile capacità aggregativa ed interlocutoria, argutamente riflessiva e problematizzante, al confine tra dubbi e certezze, dai sempre alti e larghi orizzonti, in ogni luogo e contesto del suo operare, quale protagonista e testimone di vari momenti ed “occasioni” di crescita culturale, che seppe concorrere a portare ad ulteriori sviluppi di analisi e di azione concreta, in una sempre coerente visione del “ben conoscere” e sapere per “ben fare”. E ciò lungo una parabola di vita di forte ancoraggio in una robusta e lineare pratica di cultura di servizio, espressione viva e solidale del noi, sempre anteposto all’io, nell’esercizio professionale e nelle iniziative ed attività espletate in campo socio-culturale e civile, sempre con pacato procedere e discrezionalità”. “Un Archivio, questo di Rocco Mazzarone - scrive, a sua volta, Cosimo Damiano Fonseca - di grande interesse, oltre che per la sua vicenda esistenziale, per la storia del Mezzogiorno e, all’interno di questo, della Basilicata, in un cinquantennio di transizione legato alla presa di coscienza di una condizione di subalternità, di precarietà, di disuguaglianza entro le stesse aree regionali dagli assetti polimorfici, nelle sue radici politiche e istituzionali, primi fra tutti i substrati indigeni, la colonizzazione “lucana”, la dominazione “bizantina”: si pensi al graduale esodo dai Sassi di Matera e alla riqualificazione urbana dei centri demici interni, alla riforma fondiaria e al ripopolamento delle campagne, alla creazione delle grandi infrastrutture viarie, alle campagne igienico-sanitarie e via elencando. Ripartita in sei sezioni - aggiunge - l’inventariazione dell’Archivio si snoda su sei temi: la storia personale, lo stigma professionale connotato dalla pluralità dei profili del Mazzarone: medico, tisiologo, epidemiologo, igienista; gli scritti, le raccolte di documenti di interesse storico e culturale; i documenti relativi allo stesso Mazzarone e, infine, le due donazioni alle quali è stato destinato il prezioso “lascito Mazzarone”: l’Archivio, la Biblioteca e la collezione delle opere d’arte”. “Un’ultima sezione, questa, con la quale si potrebbe affermare, a ragion veduta, che c’è una indubbia traccia di “un Mazzarone dopo Mazzarone”.


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