Matera, corso di alti studi su Cultura e diplomazia per pace

punti apici 10/07/2019
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BASL’Istituto Internazionale Jacques Maritain, associazione culturale no profit con sede a Roma, e l’Università degli Studi della Basilicata – si legge in una nota – organizzano la terza edizione del Corso annuale di Alti Studi Mediterranei sul tema della pace nel Mediterraneo nell’ambito delle attività della “Cattedra Jacques Maritain” su “Pace e dialogo tra le culture e le religioni del Mediterraneo” istituita al fine di svolgere programmi di ricerca scientifica e di formazione volti a favorire la comprensione e il dialogo tra le culture e le religioni dei Paesi che si affacciano sul “Mare Nostrum”. Le attività della Cattedra comprendono, oltre al Corso di Alti Studi Mediterranei, incontri di intellettuali e professionisti delle due sponde del Mediterraneo; seminari di formazione per studenti universitari e post-universitari, la International Summer School for Peace, iniziativa di formazione annuale; le pubblicazioni. Sede della Cattedra è la città di Matera (sede dell’Università della Basilicata), dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità e proclamata dall’Unione Europea Capitale europea della cultura per il 2019.
Il Corso di Alti Studi Mediterranei, inaugurato nel luglio 2017 a Matera, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, dopo la II Edizione 2018 sul tema L’impegno per la pace degli scrittori e degli artisti del Mediterraneo, nel 2019 organizzerà la sua III Edizione con il patrocinio del Ministero italiano per i Beni e le Attività Culturali e nell’ambito della “Cattedra UNESCO” dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain su “Pace, Sviluppo culturale e Politiche culturali”, dal 15 al 21 luglio. L’attenzione quest’anno è rivolta alle sinergie tra mondo della cultura e mondo della diplomazia ed il tema prescelto è Cultura e Diplomazia per la pace nel Mediterraneo. L’inaugurazione e le attività didattiche si svolgeranno a Matera. Il Corso sarà quindi aperto agli attori del mondo della diplomazia che operano nel campo della cultura, a docenti interessati alle tematiche proposte, a laureati e a dottorandi di ricerca dei Paesi Mediterranei. Il Corso intende così essere un’occasione
di formazione, di incontro e di dialogo favorendo la conoscenza reciproca tra i partecipanti e l’esperienza di vivere alcuni giorni insieme.
Il Corso trae ispirazione anche dai Circoli di intellettuali, organizzati da Jacques e Raïssa Maritain prima nella loro casa di Meudon (Parigi), quindi nel castello di Kolbsheim in Alsazia, a New York e infine a Princeton negli Stati Uniti. Come la casa del filosofo era un luogo aperto agli intellettuali per vivere in amicizia alla ricerca della bellezza e della verità, così nella stessa prospettiva il Corso vuole essere un punto di incontro tra giovani dei vari Paesi mediterranei, per favorire la relazionalità tra persone di diversa provenienza geografica, storica, religiosa, di lingua e di tradizioni. Una concentrazione di giovani intellettuali che potrebbe favorire una maggiore comprensione delle vicende che caratterizzano drammaticamente il Mare Nostrum.
Il Corso intende dunque richiamare l’attenzione in particolare sulle responsabilità della diplomazia culturale, per contribuire a costruire un mondo migliore. Essa accompagna, infatti, la persona alla “buona politica” mediante il dialogo autentico con le diverse culture. La diplomazia culturale, in ogni sua forma, e ad ogni latitudine, può essere apportatrice di valori e costruttrice di una cultura di pace, promuovendo un’integrazione autentica tra le persone.
La diplomazia culturale, inoltre, può divenire conoscenza capace di produrre legami di amicizia e fratellanza, nel rispetto della dignità della persona, dei valori umani, spirituali e culturali, contribuendo così a cambiare la mentalità delle nuove generazioni, rendendo concreto il “ben vivere” quale frutto della solidarietà e della responsabilità verso l’Altro.
In una prospettiva di inclusione e amicizia vicendevole, gli operatori di “Cultural Diplomacy” potranno cooperare così a edificare ponti per la pace. Ad essi è rivolto il compito di creare lo “stile della pace”, di attivare una diplomazia della cultura, che tenda a superare i conflitti e si impegni affinché i doveri di solidarietà, di giustizia sociale e di fraternità universale, nell’interpretazione particolare di ogni cultura, diventino diritti umani universali.
Nell’insieme il Corso intende dunque offrire una visione della cultura che unisca le due sponde del Mediterraneo attraverso gli strumenti propri degli operatori di “Cultural Diplomacy”.
 

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