Coppola (Uil Fpl) su situazione sanità in provincia di Matera

punti apici 21/06/2019
ore 12:05
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BAS

BAS"E’ veramente avvilente assistere alle varie posizioni e argomentazioni che da più parti vengono sostenute sulle questioni afferenti il sistema sanitario regionale ed in particolare della provincia di Matera". Lo dichiara in una nota Francesco Coppola, segretario Uil Fpl Matera.
"Si passa dall’Hospice di Stigliano alla chiusura della radioterapia di Matera, all’ipotesi di ospedali riuniti della Magna Grecia alla chiusura temporanea della Psichiatria di Matera. Senza una logica di sistema, e come nel caso della chiusura della pschiatria di Matera, senza una oggettiva rispondenza a parametri relativi all’utenza e al contesto; Matera, infatti, conta mediamente il triplo dell’utenza di Policoro e nel periodo dato vi è da considerare l’enorme afflusso di turisti per Matera 2019 oltre alla sovraordinazione che nello specifico ha la sede del DEA.
L’Assessore Leone, a cui riconosciamo professionalità e onestà intellettuale, - prosegue Coppola -  ci consentirà di chiedergli che le tante problematiche sanitarie, che affliggono il territorio Materano, siano affrontate complessivamente all’interno di un piano che metta al centro il bisogno di salute espresso dai territori, la definizione di una programmazione coerente e una conseguente organizzazione dei servizi insieme alla valorizzazione del merito e delle professionalità.
Concetti questi semplici, a parole spesso condivise ma mai nel tempo effettivamente applicati.
Alla UIL Sanità di Matera non può e non interessa parteggiare per nessun Presidio Ospedaliero, ma contribuire affinchè il territorio Materano recuperi efficienza e qualità dei servizi sanitari, attualmente veramente al limite storico.
Noi vogliamo contribuire affinchè il “ Madonna delle Grazie” sia effettivamente potenziato e attrezzato alla stregua di un Dea di primo livello. Al momento siamo ancora alla mera definizione, atteso che nella struttura mancano risorse strumentali e umane adeguate e rispondenti a tale tipologia.
Manca un po’ di tutto, ad iniziare da elementi di base ( condizione ascensori, sicurezza per gli operatori, manutenzione generale ecc.); per continuare con la insostenibile ed annosa carenza di personale di ogni profilo; di un assetto organizzativo da rivoltare come un calzino sulla base di principi che si richiamino alle più evolute tecniche gestionali in campo sanitario.
Contestualmente occorre dotare la struttura di eccellenze professionali, almeno nelle branche più importanti, tali da riaccreditare l’ospedale e bloccare la rilevantissima emigrazione sanitaria.
Per quanto riguarda il P.O. di Policoro, le criticità di base sono più o meno le stesse di Matera, dobbiamo però cogliere la sua straordinaria potenzialità attrattiva dato da un territorio contermine molto vasto comprendente tutto l’alto Jonio anche calabrese e delle zone interne.
L’ospedale va assolutamente potenziato e questo può e deve essere fatto scevro da una incomprensibile e miope competizione con Matera.
Lo stesso DM 70 che detta le regole a proposito non può costituire un vincolo penalizzante, bensì uno stimolo alla definizione di un piano che ottimizzi l’utilizzo delle risorse, risponda al meglio alla richiesta di salute e ne valorizzi le potenzialità.
L’Assessore poi, senza paura che possa essere accusato di campanilismo, deve affrontare la riqualificazione degli ospedali distrettuali della Provincia del Materano,che a differenza di altri analoghi della Regione, sono stati svuotati di servizi senza che questi fossero stati compensati con il rafforzamento dell’assistenza di base.
Dopo il giro su tutto il territorio conseguente alla sua nomina, all’Assessore chiediamo l’avvio di un confronto di merito con gli interlocutori rappresentativi di interessi diffusi come il sindacato oggettivamente è.
A proposito, unitariamente, le tre sigle confederali Materane del comparto, hanno chiesto l’avvio di un confronto in sede regionale che auspichiamo avvenga a breve.
In quella sede oltre alle considerazioni suesposte, vi è l’urgenza di rappresentare all’Assessore e alla sua struttura dipartimentale, lo stato di frustrazione e impotenza in cui versa tutto il personale ASM.
La sospensione delle due fasce economiche anni 2010/2016 con un provvedimento dell’attuale Direzione alquanto discutibile; i ritardi sistematici nell’applicazione degli istituti contrattuali e nell’erogazione del salario dovuto; la carenza del personale aggravata da un utilizzo non proprio ottimale dello stesso e per ultimo un fondo salario accessorio che a parità di dipendenti, per il personale ASM, è notevolmente meno cospicuo rispetto alle altre strutture sanitarie regionali.
Come si potrebbe facilmente evincere, tutto ciò ha creato nel personale tutto una condizione non più sostenibile e necessitante, nell’ambito delle sue prerogative di monitoraggio e controllo,di un intervento deciso della regione".

Bas 05

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