Carella (Femca-Cisl) su futuro e rilancio della Valbasento

punti apici 29/04/2019
ore 13:46
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BASAlla vigilia della manifestazione regionale del Primo Maggio, che quest’anno si terrà a Ferrandina, il segretario generale della Femca-Cisl Basilicata, Francesco Carella, attraverso una nota torna ad accendere i riflettori sul futuro della Valbasento e confida nella costituenda Zes quale strumento per rilanciare l’area. “La scelta di Cgil Cisl Uil di portare a Ferrandina la manifestazione regionale del Primo Maggio - spiega Carella - è quanto mai opportuna per rimettere il tema del rilancio della Valbasento al centro dell’agenda politica nazionale e regionale. Dopo decenni di abbandono e disinteresse - continua il sindacalista - è arrivato il momento di tirare le somme di tanti ragionamenti e di mettere in campo risorse e strumenti per riportare in Valbasento investimenti e lavoro. La Zes è l’ultima occasione per restituire a un territorio martoriato dalla crisi industriale e dalla disoccupazione una precisa vocazione produttiva, non solo come retroporto logistico ma come polo avanzato nel settore della chimica hi-tech e dei nuovi materiali. Si tratta di valorizzare la vocazione storica dell’area puntando su innovazione e sostenibilità ambientale per dare una opportunità di lavoro qualificato ai tanti giovani del territorio che oggi sono costretti ad emigrare per mettere a frutto le proprie competenze”. Prioritario per il segretario della Femca-Cisl è il risanamento ambientale dell’area: “Ogni ipotesi di rilancio della Valbasento deve fare i conti con l’annosa questione delle bonifiche, premessa irrinunciabile per rendere l’area un ecosistema in grado di attrarre nuovi investimenti in settori di frontiera ad elevata intensità di tecnologia e capitale umano. Allo stesso tempo - aggiunge Carella - va chiarito il ruolo dei grandi attori industriali del territorio, come Eni, Total ed Fca, affinché localizzino in Valbasento nuove iniziative produttive. Infine - conclude il segretario della Femca - va ripensato il ruolo delle istituzioni locali, a partire dal consorzio industriale, che deve sempre più caratterizzarsi come agenzia di servizi in grado di accompagnare le imprese nei processi di innovazione, dialogando con l'università e le strutture di ricerca”. 
  

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