Unione coltivatori italiani (Uci) lucana su esito elezioni

punti apici 27/03/2019
ore 15:41
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BASL’Unione coltivatori italiani (Uci) della Basilicata valuta positivamente il clima di sostanziale civiltà nel quale si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Basilicata. “In merito ai risultati della consultazione elettorale, emerge - dichiara il coordinatore regionale dell’Organizzazione, Nicola Manfredelli - un quadro politico che esprime la volontà di un profondo cambiamento richiesto dalla maggioranza dei cittadini lucani e che, per la prima volta nella storia dell’istituzione regionale, ha portato ad interrompere la continuità dell’assetto di governo che si è sempre succeduto nelle legislature passate. Sull’esito delle elezioni ha sicuramente influito il crescente stato di malessere che negli ultimi anni si è diffuso tra la popolazione lucana, in conseguenza della scarsa efficacia delle scelte politiche e dell’aggravarsi di una crisi che, nel mondo rurale, in particolare, ha portato gli addetti a dover far fronte a problemi non più sopportabili in tutti i comparti produttivi. L’auspicio dell’UCI Basilicata, è che i nuovi scenari politici, consentano di superare i limiti e le incrostazioni finora registrate, adoperandosi per riservare all’agricoltura la giusta attenzione e per trovare soluzioni idonee per il rilancio del settore e per affermare il ruolo decisivo che esso svolge nell’economia e nella società. Il Generale Vito Bardi, a cui l’Uci Basilicata indirizza un augurio di buon lavoro, è chiamato a ridare innanzitutto credibilità all’azione pubblica di intervento a sostegno del settore, nel segno del rinnovamento del funzionamento degli apparati e della trasparenza e correttezza delle decisioni. Il mondo agricolo è stato sempre considerato soltanto come un serbatoio di voti da utilizzare, di volta in volta, per il raggiungimento, attraverso il metodo del collateralismo e del consociativismo lobbistico, di obiettivi estranei agli interessi della categoria, facendo venir meno, così, il giusto equilibrio tra l’azione dei pubblici poteri e l’iniziativa imprenditoriale e sindacale della categoria. Le aspettative che l’UCI Basilicata ripone nel nuovo scenario politico riguardano soprattutto il superamento di una impostazione che ha portato a far prevalere le logiche di spartizione e non di innovazione, di confusione e non di semplificazione, di ritorsione e non di trattazione, che hanno dato vita ad una sorta di “dirigismo dall’alto”, rivelatosi fattore di freno e di ostacolo allo sviluppo e al progresso dell’agricoltura. In tale prospettiva, diventano decisive alcune specifiche problematiche, come quelle della trasparenza delle degli atti e delle procedure, della sburocratizzazione, della concertazione e della rappresentanza, rispetto alle quali l’UCI Basilicata ha già predisposto specifiche proposte, su cui chiederà al nuovo Governo regionale la disponibilità ad aprire il confronto, vigilando, nel frattempo, affinché nessun “fatto compiuto” sia messo in atto dalle strutture regionali, nel periodo di transizione tra la vecchia e la nuova amministrazione”.
 

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