Alad Fand: “Manifesto diritti e doveri persone con diabete”

punti apici 07/03/2019
ore 12:51
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BASNei giorni scorsi a Roma, presenti autorevoli interlocutori, quali Emanuele Baio, Massimo Massi Benedetti , Paola Pisanti e dopo il saluto introduttivo di Federico Serra della Novo Nordisk Italia si è insediato il “Gruppo di Lavoro Interassociativo per i 10 anni del Manifesto dei Diritti e dei Doveri della Persona con Diabete”; alle esperienze evidenziate dalle delegazioni rappresentative delle Associazioni Nazionali dei Pazienti, hanno dato il loro contributo Francesca Moccia di Cittadinanzattiva e Lucio Corsaro di Medi/Pragma. E’ quanto scritto un una nota del presidente regionale di Alad-Fand, che è anche consigliere Nazionale Fand e Componente Gruppo di Lavoro. “Una occasione importante ed utile, a dieci anni dalla sua emanazione, per la verifica dello stato dell'arte, stante il disordinato federalismo presente nel Paese; ma anche per procedere ad un opportuno aggiornamento degli stessi principi ispiratori, sia se da modificare, sia se necessitano di essere integrati. “Manifesto” che, quant'anche recepito dalla più parte delle Istituzioni, specie quelle Sanitarie, risulta essere implementato poco e male, così come lo stesso Piano Nazionale Diabete, di cui è stato soggetto ispiratore; tanto, nonostante lo stesso possa essere fatto equivalere ad una sorta di “Magna Charta” a cui fare costante riferimento, vuoi da parte dei pazienti e per essi dalle associazioni di riferimento, ma anche per gli stessi medici diabetologi. Da qui, l'esigenza di un più determinato ed incisivo impegno perché, a dieci anni, non si riduca ad un pur importante momento celebrativo, ma diventi occasione per un ulteriore impulso capace di un sempre maggiore e migliore presa di coscienza, sia delle Persone con Diabete, indipendentemente dalla specificità sottesa alla patologia, oltre che dell'insieme degli stacholder, tanto perché ci si renda finalmente conto della drammaticità di una malattia subdola e di estrema pericolosità, quale è il diabete, troppo spesso sottovalutata e sottostimata, forse anche per la grande ignoranza di tanta parte della società civile. Occasione, pertanto, per una presa di coscienza collettiva, a cui è chiamato il Gruppo di Lavoro, per limitare l'espandersi del fenomeno che ha raggiunto apici epidemiologici, oltre che per prevenire le terrificanti complicanze, il cui epilogo comporterebbe un abbattimento drastico della qualità di vita di quanti ne venissero colpiti, con conseguente impennata insostenibile della spesa sanitaria, ma anche di quella sociale per le ripercussioni nella famiglia e sul lavoro. Per tutto quanto, l'impegno del Gruppo di Lavoro a continuare lungo il percorso avviato, sia per riflettere adeguatamente in occasione dell'evento celebrativo in programma per il prossimo 9 luglio, ma con appuntamenti ulteriori e sistematici al fine di rendere il Manifesto strumento concreto per perseguire le sfide che sottende e che in estrema sintesi possono esemplificarsi in sostenibilità, appropriatezza, innovazione e accesso alle cure”. 

  

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