Confagricoltura Basilicata su legge danni fauna selvatica

punti apici 14/01/2019
ore 17:14
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BAS“E’ duro il commento di Confagricoltura Basilicata” su quello che si sente - è spiegato in una nota - in riferimento alla legge approvata a novembre scorso sui danni da fauna selvatica. “Troppe chiacchiere si stanno facendo - dichiara Francesco Paolo Battifarano Presidente di Confagricoltura Basilicata - sia da chi vive di pettegolezzo che da chi ha votato contro o chi ha approvato la norma”. “Quello - sostiene Roberto Viscido Direttore di Confagricoltura Basilicata - che può produrre questa legge, sia in termini di sicurezza che in difesa delle produzioni agricole, forse a qualcuno non è ancora chiaro. Oggi siamo a spiegare nuovamente la proposta di legge approvata: i dati che ci arrivano dalla Toscana, dalla quale abbiamo preso spunto per proporre la Legge in Basilicata, parlano chiaro. Con una delibera del 7 gennaio ultimo scorso, la regione Toscana recepisce la relazione sullo stato di attuazione della legge che, prima di noi hanno applicato. Questi sono i numeri di cui ai documenti ufficiali: nei 28 mesi circa (giugno 2016-settembre 2018), di concreta applicazione della legge risultano abbattuti complessivamente 198.337 cinghiali , di cui 60.365 in area non vocata e 137.922 in area vocata. Ad essi si aggiungono nel periodo giugno 2016-marzo 2018 (non sono ancora completi i dati dei prelievi estivi della stagione 2018 su queste specie) 45.890 caprioli, 1.957 cervi, 4.769 daini e 393 mufloni. Sempre nel report della delibera toscana è evidenziato un chiaro decremento sia degli incidenti che dei danni causati dai cinghiali”. “Ora - conclude il Presidente Battifarano - non è più tempo di aspettare! Lo strumento c’è e deve essere applicato! Notizie circolano di una indicazione di modifica che arriva da parte del Governo. Si faccia il necessario perché, non oggi, ma da ieri sia applicata la norma regionale che con forza Confagricoltura Basilicata ha sostenuto. Lo chiediamo al Consiglio regionale intero, alla Giunta regionale e ai Parlamentari con il Governo. Che si tappino la bocca i maldicenti e che si faccia qualcosa veramente di utile per l’agricoltura lucana anche seguendo esempi virtuosi e non chiacchiere”.

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