Luoghi e volti lucani nella mostra su Carlo Levi a Casalbuono

punti apici 29/11/2018
ore 17:34
punti
BAS

BAS“Identità, Genti, Territori e Culture”, è il life motiv, che ispira il carnet delle Mostre ospitate nel corso della Stagione teatrale 2018-2019, nel Foyer del Teatro comunale "M. Troisi" di Casalbuono (Sa). Un percorso esperienziale, che attraverso la pittura, l'eliografia, la moda e la vignettistica satirica vuole offrire uno spaccato identitario lucano forte, fiero e avvincente come non mai. La Lucania "antica" - si legge in una nota degli organizzatori della mostra - è un mondo dove è facile incontrare Carlo Levi, nei luoghi e nei volti, che lo scrittore e pittore torinese ha descritto nel Cristo si è fermato ad Eboli e ritratto nei suoi quadri. Sono trascorsi molti anni dalla morte di Levi ma il legame con la terra che lo accolse confinato politico resta forte tanto da essere oltremodo maturato e consolidato.
Idealmente uniti con Matera 2019, la piccola mostra “Carlo Levi simboli e suggestioni. Dalla pittura ai partiti politici (1902-1975)”, ospitata nel Foyer del Teatro cittadino di Casalbuono e organizzata dal Direttore del Foyer, per conto del Coordinamento Annia, che gestisce il Teatro, vede due carboncini e due oli su tela di Carlo Levi, di proprietà della Collezione Capaldo di Lagonegro e dieci manifesti olografici a soggetto politico, di proprietà dell'Archivio privato di Francesco Renne di Rivello (Pz), esposti, per la prima volta, in Campania e più precisamente nel Vallo di Diano.
Nello specifico trattasi delle tele: Nel bosco, olio su tela (92x73) e I bisognosi, olio su tela (50x70) dedicato questo alla FAO. Invece, i carboncini sono: Portella della ginestra (100x70) e Famiglia contadina (50x60). Tutte e quattro le opere raccontano l’evoluzione anagrafica e biologica dell’uomo, raccontandone al tempo stesso l’inalterata passione per la vita e la non sopita forza. Verosimilmente, tutti e quattro le opere sono state eseguite durante il confino lucano, quando Levi si appassiona a ritrarre l’umanità che lo circonda e a descrivere a colori ciò che pochi anni dopo – in quella stessa Piazza Pitti – scriverà in bianco e nero nel "Cristo si è fermato a Eboli".
Unitamente alle opere pittoriche e a carboncini vi sono alcuni manifesti oleografici a soggetto politico, la cui comunanza con Levi è legata alla sua veste di politico repubblicano. Simboli e segni partitici di una Repubblica, la cui forza politica post bellica è stata anche in una vitalità di uomini e forze politiche che hanno anteposto il proprio interesse per quello della nazione. Pertanto, attraverso i manifesti si potrà rileggere una pagina di storia politica e partitica dell'Italia della prima repubblica. La mostra sarà visitabile nei giorni del 2 dicembre, 16 dicembre, 26 dicembre e 5 gennaio, dalle ore 17:30 in poi.
 

Cerca una notizia

(gg/mm/aaaa)

(gg/mm/aaaa)

ACR AGR BAS ESR

dalla più recente dalla meno recente

Cerca nell'archivio