Matera, dialogo europeo su architettura e vergogna

punti apici 26/11/2018
ore 14:36
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BASNella tre giorni saranno presentati anche i risultati del concorso “Indagine sui Non abitanti”.
Dal 29 novembre al 1 dicembre il collettivo Architecture of Shame, promuove a Matera una tre
giorni per parlare delle relazioni tra Architettura e Vergogna in Europa attraverso le voci, gli archivi,
le idee e le azioni che oggi rappresentano alcuni dei temi più rilevanti che uniscono architettura e
valori contemporanei. Lo fanno sapere gli organizzatori.
Le attività rappresentano una preview del progetto Architettura della Vergogna, progetto di
Matera 2019 Capitale Europea della Cultura co-prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata
2019 e dal collettivo Architecture of Shame, che nel Luglio 2019, con Happy birthday shame, animerà la città di Matera con dialoghi pubblici, workshop, interventi nello spazio
pubblico e una mostra.
Il programma degli eventi della tre giorni è fitto: nelle prime due giornate (29 e 30 Novembre nella
scuola elementare di Serra Venerdì) si aprono le attività con “Lettera al Parlamento” un incontro
nazionale delle Ater, gli istituti per le case popolari italiani, discuterà del metodo che AoS sta
sperimentando per il miglioramento della qualità abitativa dello spazio pubblico nei quartieri di case
popolari che avrà come esito tre lettere per discutere delle case popolari oggi. L’evento promosso
con Federcasa, Ater Matera e Ater Venezia, ha l’obiettivo di discutere in maniera collettiva i
risultati e le prospettive di un modo nuovo di avvicinarsi alle case popolari che ribalta la percezione
di luoghi discussi e spesso sottovalutati.
Negli stessi giorni verranno proclamati i vincitori del concorso internazionale di progettazione
"Indagine sui Non abitanti” e mostrate le prime immagini del prototipo di strategia per lo spazio
pubblico che farà parte delle attività installative di Architettura della Vergogna.
Il concorso, lanciato lo scorso giugno, e caratterizzato da una richiesta di interdisciplinarietà, ha
raccolto l’iscrizione di 12 gruppi da tutta Italia e da quattro Paesi europei diversi, che coinvolgono
nel complesso 86 professionisti tra architetti, artisti, esperti in scienze sociali, project manager,
agronomi, commercianti e piccoli imprenditori, ingegneri, giardinieri, architetti paesaggisti,
community maker, docenti universitari, makers.
Il 1° Dicembre, nella giornata conclusiva, tutti i partners italiani ed europei di AoS racconteranno il
lavoro che stanno sviluppando per la Capitale Europea della Cultura 2019; riuniti all’ Archivio di
Stato partner e sede centrale del progetto attorno al divano, simbolo materializzato dalla
collaborazione tra AoS e Calia Italia. In questa giornata si aprirà un dibattito dove Matera e il
valore della sua storia sono al centro di una seduta di psicoanalisi collettiva per l’architettura
europea.
Tra gli ospiti di queste giornate: Osservatorio Migranti Basilicata con Università di Zurigo sui
Ghetti rurali, Incompiuto Siciliano con Failed Architecture per le opere incompiute in Europa, Farm Cultural Park e New Art Exchange per le periferie, e diverse Università, come la Scuola
Politecnica Chalmers di Göteborg, la School of Arts and Communication di Malmo, l’Università
della Basilicata, ricercatori indipendenti e altri collaboratori che stanno portando in Europa una
domanda semplice, paradossale e tutta materana: What about architecture and shame?
Architecture of Shame è un gruppo di ricerca che indaga le relazioni tra architettura e vergogna in
Europa.
Nasce a Matera in dialogo con il processo di candidatura della Capitale Europea della Cultura
2019 ed oggi è project Leader del progetto Architettura della vergogna parte
dell’offerta culturale di Matera 2019.
Architecture of Shame sta costruendo la “seduta psicanalitica collettiva per l’architettura europea”
ricercando nella peculiare relazione tra il sentimento della vergogna e le forme dell’architettura una
strada critica per parlare delle identità europee e della cultura contemporanea.
Architecture of Shame lavora con un metodo che procede in tre fasi: ricerche, dialoghi ed azioni.
Applica questo metodo a singoli temi che declina in collaborazione con esperti ed istituzioni
nazionali ed internazionali.
Architecture of Shame ha l’obiettivo nel medio periodo di fondare a Matera un centro di ricerca e
documentazione con esiti biennali che pone Matera e la sua storia come esempio positivo di
ribaltamento culturale e di riconsiderazione di ciò che riteniamo “vergogna”.

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