Cisl Basilicata su Pari Opportunità

punti apici 24/11/2018
ore 10:34
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BASQuella del 25 novembre è una giornata molto speciale, da vivere col cuore dipinto di arancione, colore scelto tempo fa e per tutto il mondo dalle Nazioni unite per indicare l’uguaglianza di genere. A dichiararlo la coordinatrice delle donne Cisl Basilicata Stefania Buoncristiano che in una nota spiega: "A partire dal 2005 quello stesso cuore per noi italiani si è tinto di un rosso vivo, simbolo della nostra resistenza alla violenza contro le donne. Rosso come le scarpe che hanno riempito le nostre piazze per urlare la nostra sete di giustizia e il nostro diritto a vivere. Purtroppo i dati sulla violenza contro le donne sono nefasti e di questo bisogna prendere atto. Nonostante le numerose iniziative sociali e una sempre più diffusa presa di coscienza, la nostra società evidenzia ancora inaccettabili ritardi nella cultura di genere, come ci raccontano le troppe cronache di violenze efferate che riempiono i mass media.
Il mio - prosegue Buoncristiano - è un invito a riflettere su poche parole che però custodiscono un immenso significato; parole dirompenti per creare una società migliore per le nostre mogli, madri, figlie, lavoratrici: rispetto per noi stesse denunciando ogni abuso per sconfiggere il silenzio.
La Cisl è impegnata da anni affinché il rispetto tra i generi sia una conquista concreta, non un’utopia, sostenendo le donne nella loro lotta quotidiana per la parità di trattamento e per la dignità del lavoro. Oggi si possono, anzi si devono sconfiggere gli stereotipi di genere che ostacolano l’affermazione della donna come piena protagonista della società italiana.
È significativo che proprio in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne viene presentato il report sulle attività svolte dall’associazione Telefono Donna che oggi, forte anche del protocollo d’intesa firmato con la Consigliera di parità della Basilicata, offre un valido sostegno contro ogni forma di violenza, sia in ambito privato che sul posto di lavoro.
"La battaglia per le pari opportunità, però, si può vincere se diventa  - conclude - un impegno comune di tutti con l’obiettivo di generare una nuova presa di coscienza dei diritti delle donne come diritti universali. In questo, credetemi, siamo tutti chiamati a fare la nostra parte.
Le donne sono preziose, non sfioratele nemmeno con un fiore".























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