Di Giacomo (Una nuova Italia) su slittamento elezioni regionali

punti apici 14/11/2018
ore 16:15
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BASRiceviamo e pubblichiamo una lettera aperta ai cittadini del presidente di “Una Nuova Italia-Basilicata”, Aldo Di Giacomo. “Cari concittadini, quanto sta accadendo da troppe settimane è un vero e proprio attacco ai nostri diritti democratici e di partecipazione che sono seriamente messi in discussione da una cricca di politici e lobbisti di professione che pensano solo a come salvare le proprie poltrone e i propri interessi. Siamo alla scadenza di questa tribolatissima legislatura regionale e i lucani ancora non conoscono la data del voto per il rinnovo del Consiglio Regionale. Si stanno utilizzando tutti gli espedienti e tutti i pretesti pur di prendere tempo a vantaggio di chi oggi non potrebbe essere candidato e di chi non ha una proposta credibile di governo regionale da presentare e figuriamoci se è in grado di presentare una lista di candidati. Quello che più ci amareggia è la connivenza, quasi totale, con pochissime eccezioni, di partiti e movimenti di ogni schieramento politico a questo gioco perverso che punta principalmente a scoraggiare la partecipazione al voto, già molto bassa nel 2013, in modo da favorire il ritorno della vecchia politica e con essa il successo di accordi di potere durati tutti questi anni. Una Nuova Italia-Basilicata, movimento di cittadini liberi, da tempo ha espresso la disponibilità a concorrere, nel centrodestra, al radicale cambiamento di uomini, metodi e strumenti di governo raccogliendo la diffusa domanda che viene dalla nostra società, specie di quella parte che più soffre. Abbiamo più volte rivolto appelli e inviti a tutti i componenti del centrodestra a fare in fretta e bene, definendo prima di tutto il programma alternativo al Pd e alla maggioranza ancora in Giunta e in Consiglio, e condividendo la scelta del Governatore, senza far prevalere interessi di parte se non quelli dei cittadini. Al punto in cui ci troviamo non siamo più disposti a tollerare e tanto meno a subire giochetti di rinvii e di affossamento di diritti democratici. Per questo ci rivolgiamo agli uomini e alle donne liberi/e della nostra regione perché facciano sentire tutta la propria rabbia e di conseguenza il fiato sul collo alla cricca di politici che pretenderebbe, in assoluta solitudine, di decidere il nostro futuro e quello dei nostri figli. Ci rivolgiamo inoltre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quale garante della Costituzione perché intervenga nei confronti dei rappresentanti e responsabili istituzionali di Regione e Governo per ristabilire la certezza del diritto al voto. Se non ci saranno fatti nuovi che, in tempi rapidissimi, sblocchino la situazione, avvieremo forme di protesta civile tra le quali lo sciopero della fame per denunciare la morte della democrazia”.
 

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