USPP, lettera aperta al Ministro della Giustizia Bonafede

punti apici 03/11/2018
ore 11:20
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BASL’USPP, Unione di Sindacati di Polizia Penitenziaria, attraverso il Segretario interregionale Puglia e Basilicata, Vito Messina, fa sapere che è stata inviata una lettera al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a firma del Presidente USPP Giuseppe Moretti in cui si sottolinea che: “Bisogna lavorare senza tregua per ridare dignità al lavoro della Polizia Penitenziaria e migliorare le risposte che deve corrispondere allo Stato di cui fa parte, nello svolgimento dei propri compiti istituzionali. Ciò lo si potrà fare, in primo luogo, togliendo il velo di ipocrisia che ha ingolfato il sistema carceri grazie a politiche iper-garantistiche supinamente imposte da un’Europa sempre più lontana dallo spirito costituente, ma soprattutto investendo in risorse umane, strumentali e strutturali. È innegabile che da decenni si stanziano fondi inadeguati per questo settore nevralgico delle istituzioni repubblicane che garantisce, in quota parte significativa, lo sviluppo della società oltre alla sicurezza del popolo. La sicurezza infatti è un bene immateriale necessario irrinunciabile attraverso il quale è possibile far crescere l’economia sociale e difendere i cittadini.
Le Sue parole – prosegue la lettera aperta - in occasione della ricorrenza del 2 novembre 2018 ci rincuorano su un possibile cambio di rotta, per questo, Egregio Signor Ministro Le rinnoviamo la nostra totale disponibilità a trovare le migliori soluzioni per dare respiro a chi ogni giorno rischia la propria incolumità nelle carceri, pronti a condividere le responsabilità dei risultati conseguenti al solo scopo di ottenere benefici non di carattere strumentale e fine a se stessi, ma per rilanciare l’operato di una forza di polizia che, come da Lei ben detto, deve avere un diverso livello di considerazione dell’opinione pubblica per i delicati e onerosi compiti che assolve, in silenzio e con grande senso di appartenenza alle istituzioni. Forza e coraggio – conclude la lettera - noi siamo con Lei e con chi vuole il bene di questi lavoratori”. 
  

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