Senise, sindaca Spagnuolo:“più attenzione al marchio Peperone Igp"

punti apici 29/09/2018
ore 11:05
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BASSenise e Peperone Igp: un connubio automatico, un binomio imprescindibile rafforzato da anni di produzioni e di promozione costante legate all’oro rosso della gastronomia lucana. Oro ‘rosso’ e ‘croccante’, anzi, ‘Crusk’, perché una delle più ricercate specialità dell’Igp senisese è, appunto, il peperone secco che si frigge e diventa croccante. La stagione estiva appena conclusa consegna a Senise un resoconto più che soddisfacente della valorizzazione di questo prodotto, conosciuto in tutto il mondo ma che, purtroppo, proprio in Basilicata spesso vive una sorta di “ambiguità” nella divulgazione del prodotto stesso. Da 17 anni si svolge una manifestazione dedicata al peperone Igp (U strittul ru zafaran) che ogni anno attira migliaia di visitatori da tutta Italia e non solo. Non si tratta di una semplice “sagra”, perché il peperone Igp non è solo un prodotto da “gustare”: esso è legato alle radici, alla quotidianità e ai costumi del territorio. 
E’ quanto si legge nella nota diffusa dall’Amministrazione comunale di Senise in cui la sindaca Rossella Spagnuolo afferma: “Chiariamo un aspetto fondamentale. Il peperone Igp è quello di Senise e dell’area contemplata nel disciplinare. La nostra azione di promozione, di concerto con il Consorzio di Tutela, ha l’obiettivo di legare in maniera sempre più forte e chiara il prodotto al territorio e al nostro paese che, non a caso, sarà a breve ‘Città del peperone Igp’ con un logo che accompagnerà costantemente quello istituzionale. Occorre rafforzare un’azione sinergica per salvaguardare il prodotto. Il Dipartimento regionale Agricoltura – dichiara nella nota la sindaca - dovrebbe forse prestare maggiore attenzione al marchio d’origine di questo prodotto diventato simbolo della Basilicata”. 
L’Indicazione Geografica Protetta è stata registrata nel luglio del 1996. La zona di produzione – si legge ancora nella nota - ricade nelle aree limitrofe al comune di Senise che comunque si affacciano per gran parte sulla Valle del Sinni: Francavilla S.S., Chiaromonte, Valsinni, Colobraro, Tursi, Noepoli, San Giorgio Lucano. E sull'Agri: Sant'Arcangelo, Roccanova, Tursi, Montalbano Jonico e Craco della provincia di Potenza. In totale sono oltre 200 gli ettari di terreno interessati da coltivazione di peperone Igp e, in media, per ogni ettaro, la quantità di peperone prodotto arriva anche a 150 quintali. Attualmente sono ben 17 (la maggior parte senisesi) i produttori agricoli iscritti nel registro dell’Igp (dati aggiornati ad agosto 2018), con una buona percentuale di giovani produttori che hanno deciso di scommettere su questo prodotto. Una scommessa, dunque, ma anche uno sforzo non indifferente nel nome della qualità. Il peperone Igp di Senise è un prodotto pregiato, che richiede una lavorazione puntuale e lunga. Le aziende che vantano il marchio Igp devono, per questi motivi, scontrarsi con un mercato complicato, saturo di marchi che – conclude la nota - non corrispondono ai requisiti di tutela e che, per questo, hanno maggiore facilità dal punto di vista economico per emergere e sopravvivere. 
  

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