Comune Pz: Bando periferie, assessore Pergola spiega azioni

punti apici 28/09/2018
ore 15:32
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BAS“Il DL n. 91 del 2018 (cd. Milleproroghe 2018) concernenti il programma Straordinario per la Riqualificazione Urbana e la Sicurezza delle Periferie, licenziato dal Senato il 6 agosto è stato approvato il 13 settembre scorso da parte del governo centrale senza nessun confronto con gli enti locali e senza il rispetto dell’impegno preso dal presidente del consiglio Conte nei confronti del presidente dell’ANCI nazionale Decaro, di riconfermare nel primo decreto utile la copertura finanziaria ed il cronoprogramma degli interventi. La mobilitazione dei sindaci – prosegue in una sua nota l’assessore all’Edilizia, - Pianificazione – Condono – Ricostruzione, Rocco Pergola – aveva determinato tra le forze parlamentari e presso lo stesso Governo la consapevolezza delle criticità evidenziate dall’ANCI, per questo in un incontro con il Presidente Conte lo scorso 11 settembre ne è scaturito l’impegno – ripreso anche da due raccomandazioni (Odg 148 e Odg 153) approvate dalla Camera e accolte dal Governo – a rivedere la norma in questione con un decreto legge di prossima emanazione, ripristinando l’efficacia delle convenzioni e assicurando l’ordinata attuazione dei progetti nei tempi previsti da ciascun intervento. Dalla riunione del Comitato Direttivo ANCI del 19 settembre al quale il sottoscritto ha partecipato in rappresentanza del Comune di Potenza sono emerse tutte le criticità che tale provvedimento ha causato alle amministrazioni comunali di tutto il territorio nazionale. La valutazione complessiva del Direttivo è stata negativa alla luce della disposizione approvata dal Senato e non modificata dalla Camera che rinvia fino al 2020 gli interventi riguardanti i progetti del “Bando periferie” finanziati per circa 1.600 milioni di euro a favore di 87 Comuni e 9 Città metropolitane, per un totale di 326 Comuni e 20 milioni di cittadini coinvolti, di fatto intervenendo su rapporti convenzionali in corso sulla cui base sono stai assunti impegni da parte delle amministrazioni ed oneri con tempistiche diverse da quelle previste dal governo. La norma, infatti, al comma 02 modifica unilateralmente, peraltro ad esercizio finanziario in corso, la tempistica del Bando periferie, oggetto di convenzioni già siglate tra la Presidenza del Consiglio e 96 enti beneficiari (Comuni capoluogo e Città metropolitane). L’efficacia delle convenzioni è infatti “slittata” fino al 2020, con un ritardo di fatto dei progetti approvati e dell’erogazione degli acconti, spesso a fronte di molte spese preliminari già sostenute e interventi in alcuni casi avviati (come il Comune di Potenza per la fase di sgombero delle aree di Bucaletto). Tale rinvio costituisce fonte di grave preoccupazione, come sottolineato in questi giorni dagli interventi dei sindaci convolti, in quanto rischia di compromettere seriamente la corretta programmazione e gestione delle risorse per gli enti firmatari. Rimane il giudizio assolutamente contrario e negativo manifestato in tutte le sedi e quando si parla di vecchia politica si rischia di fare peggio della vecchia politica con azioni amministrative inappropriate che possono compromettere processi economici avviati. Le risorse del bando periferie, a norma del comma 04, confluiscono in un apposito fondo del Ministero dell’economia e delle finanze come dotazione di sola cassa, finalizzato a “favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle province e dei comuni da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti”. In pratica, il rinvio delle erogazioni del “bando periferie” andrebbe a finanziare l’abbandono delle attuali regole di pareggio di bilancio, passaggio peraltro reso obbligatorio dalle sentenze della Corte Costituzionale n. 247 del 2017 e n. 101 del 2018, secondo cui gli avanzi di bilancio sono da considerare a tutti gli effetti come “risorse proprie” degli enti territoriali, i quali devono quindi poterne disporre senza alcun vincolo. ANCI aveva proposto al Governo di eliminare la norma che sospende l’efficacia delle 96 convenzioni e di rinvenire una copertura diversa in altri settori del bilancio dello Stato, cosa necessaria e possibile, e non attraverso l’uso improprio di finanziamenti già destinati dallo Stato agli stessi Comuni. Per questo esprimo tutta la mia perplessità per le dichiarazioni del consigliere comunale Giannizzari del Movimento 5 Stelle da cui si evince tutta la “mediocrità” politica e la scarsa conoscenza amministrativa del significativo lavoro svolto dall’assessorato all’Urbanistica e dall’amministrazione comunale di Potenza che ha permesso alla città di Potenza di competere con i comuni di tutto il territorio nazionale aggiudicandosi il “finanziamento massimo di 18milioni di euro” per la rigenerazione urbana del quartiere di Bucaletto (con l’ottimo punteggio di 55 punti) frutto della partecipazione e della collaborazione preziosa dell’Università degli Studi della Basilicata, dell’Ordine degli Ingegneri, di Legambiente, di Associazioni del mondo dell’assistenza sociale e sportiva e di imprese. Voglio solo ricordare che dal punto di vista urbanistico il progetto è stato valutato positivamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in quanto rispettava tutti i criteri e le caratteristiche tecniche stabilite dal bando e anche durante l’illustrazione avvenuta nelle commissioni consiliari preposte con la presenza dello stesso consigliere non erano state sollevate osservazioni visto il risultato che l’Ufficio Urbanistica è stato capace di raggiungere a costo zero per l’amministrazione. Per questo risulta singolare che oggi si parli del punteggio quando il comune di Potenza è tra i 120 comuni selezionati ed ha già avviato le procedure di sgombero delle aree come previsto nel cronoprogramma grazie all’intesa raggiunta con la Regione Basilicata per il sostegno dell’autonomia abitativa destinata agli abitanti di Bucaletto, sostegno che rimane confermato come stabilito nella riunione che si è tenuta ieri presso la Regione Basilicata alla presenza del Comune e dell’Ater. L’intervento approvato e già avviato include interventi significativi per migliorare la vivibilità del quartiere come la sostituzione di prefabbricati fatiscenti con edifici ad alta efficienza sismica ed energetica, la realizzazione di un edificio polifunzionale-culturale, la realizzazione di una struttura socio-sanitaria, attivazione di servizi di comunità, realizzazione di un centro di aggregazione, orti urbani, centro sportivo, emeroteca della memoria, miglioramento delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, realizzazione di una nuova viabilità, ecc. Invito i rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle e della Lega a non inventare scuse su aspetti tecnici superati brillantemente dall’amministrazione comunale per non scontrarsi con i propri rappresentati di governo e di prendere una posizione di salvaguardia di un intervento così importante per la nostra città. Il principale nodo da sciogliere è “quando” e “come” verranno date le risorse per avviare la riqualificazione di Bucaletto. Per questo l’Assessorato all’Urbanistica continuerà a lavorare in sinergia con l’Anci, con gli altri comuni d’Italia e con Regione Basilicata per garantire il rispetto degli impegni presi dallo Stato nei confronti della nostra comunità. La riqualificazione di Bucaletto rappresenta una vera e propria emergenza sociale che per la prima volta vede la possibilità di un passo avanti verso la riqualificazione edilizia e sociale del quartiere. Un buon amministratore deve affrontare le criticità, non deve girare la faccia dall’altra inventando inesattezze e deve impegnarsi per la sua comunità prioritariamente indipendentemente dagli aspetti politici che possono mortificare un territorio e soprattutto i cittadini che vivono in quel territorio” conclude Pergola.

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