Lettera aperta dell'ex parlamentare Brescia al presidente Pittella

punti apici 26/09/2018
ore 13:33
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BASDi seguito la lettera aperta dell’ex parlamentare e sindaco di Melfi, Giuseppe Brescia, al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.
Caro Marcello,
scusami se utilizzo questo canale per farti giungere pubblicamente la mia vicinanza umana per le vicende giudiziarie che stai attraversando in questo momento. Sono certo che riuscirai, con pazienza, coraggio e testardaggine, a dimostrare la tua innocenza.
Al di là del teorema da dimostrare, mi sembra assurdo che si privi della libertà un amministratore pubblico a cui spesso tanti cittadini disperati si rivolgono per risolvere drammatici problemi esistenziali, come il bisogno di lavoro o di abitazione, di pagamento delle utenze elettriche o telefoniche o di riscaldamento o di acqua potabile.
Quante volte il cittadino chiede al rappresentante del popolo di spendere una parola in suo favore perché non riesce a dar da mangiare ai propri figli, oppure non riesce più a pagare il mutuo della casa o le tasse universitarie per un futuro migliore del proprio ragazzo. È la disperazione, ma anche la dignità di chi chiede solo di avere un diritto, di guardare il domani con speranza, a spingere il cittadino per realizzare dei sogni: la casa, il lavoro, lo studio, la salute, il futuro.
"Se non mi rivolgo a te che sei il nostro Sindaco, il nostro rappresentante istituzionale, a chi mi devo rivolgermi, perché non ce la faccio più?" - Con queste parole di sofferenza mi chiedevano aiuto i miei concittadini o conterranei quando avevano bisogno ed io, da uomo pubblico delle istituzioni e con il cuore in mano, ero costretto a rispondere di non avere possibilità di aiutare, la legge non lo permetteva. Il mio impegno è rivolto - dicevo - a creare le condizioni favorevoli per più occupazione, per nuove abitazioni a fitti accessibili, per scuole sicure, per mense scolastiche anche a prezzi agevolati...
Allora quel o quei cittadini tornavano a casa, non solo con la disperazione, ma anche con la delusione per il "loro" Sindaco che "non era stato capace" di risolvere il "problema". Nello stesso tempo, restava la mia amarezza per non avere potuto dare, oggi e non domani, una risposta positiva a quella persona, a quel padre o quella madre bisognosi di aiuto.
Ecco, per questo mi sembra ingiusta la privazione della tua libertà personale! Per questo devi combattere per dimostrare, di fronte alla giustizia, la tua azione amministrativa, pur sapendo che ci vorrà tempo, molto tempo, per giungere ad una decisione definitiva.
E nel frattempo, cosa fare?
Caro Marcello,
sicuramente ricorderai che, subito dopo l'Assemblea regionale del PD (non ne faccio parte, né ho più responsabilità politiche ed istituzionali) che decise, a maggioranza, di proporti per il "Pittella bis", ti chiamai per chiederti di incontrarci perché sentivo il bisogno, da amico e antico compagno con ancora tanta passione politica, di dirti di non condividere quella decisione assembleare, anzi la ritenevo e la ritengo un errore politico. Tu mi rispondesti che volentieri avresti ascoltato il mio parere, anzi il mio consiglio. Purtroppo le vicissitudini giudiziarie ci hanno negato quell'incontro.
La mia opinione su quell'errore politico non è cambiata, anzi ora essa si è rafforzata ancora di più.
Prima delle elezioni del 4 marzo avevo espresso la mia idea che tu dovessi essere candidato ed eletto nel Parlamento per far avanzare, alla luce della tua esperienza di Governatore, la nostra Regione in termini di ambiente, di petrolio, di lavoro... Si decise diversamente, sbagliando!
Gli elettori lucani hanno espresso, con un voto severo, di non condividere le scelte di un gruppo dirigente, miope, del Pd. Gli elettori in generale hanno dimostrato che la spaccatura a sinistra del Pd non porta da nessuna parte e punisce l'intero centrosinistra.
Perciò era ed è necessario che tutte le forze del centrosinistra lucano ritornino a parlarsi, senza prestabilire Presidenze anticipatamente, senza veti per alcuno. Necessita, invece, la volontà di concordare un serio accordo programmatico e politico che guardi agli interessi della Basilicata in generale, che dia risposte nuove di lavoro, di occupazione, di salute, di case, di stato sociale, di ambiente, di giustizia, di partecipazione.
Insomma, di un una intesa politico-programmatica (non contratto) che ritorni a far sognare me che sono anziano, ma soprattutto i giovani, le donne, i lavoratori, gli imprenditori e i loro dipendenti, gli insegnanti e le famiglie.
Insomma, un nuovo patto per la Basilicata tra l'intero centrosinistra e le forze sociali lucane, che ridia fiducia ai tanti elettori che si sono allontanati, ma che stanno ricredendosi rispetto a questi dilettanti allo sbaraglio che oggi sgovernano l'Italia (vedi il Decreto Genova o il cosiddetto portavoce a 170.000 euro all'anno, Casalino, che impunemente minaccia licenziamenti di quelli che non la pensano come i 5 Stelle o, peggio ancora, l'odio e la pausa che sta seminando Salvini quotidianamente contro tutti quelli "diversi" da lui. Tutto questo rischia di ripetersi in Basilicata alle elezioni regionali prossime!
Per questo, caro Marcello, mi sono permesso di scriverti pubblicamente. Da vecchio compagno, mi permetto di suggerirti di togliere l'alibi a tutti chiedendo al Pd di non insistere sulla tua persona come candidato Presidente, di spenderti autorevolmente, con la generosità e la passione di sempre, per ricostruire un programma e una coalizione di centrosinistra, forte ed autorevole, che unisca e non divida, che metta a disposizione della Basilicata competenze, esperienze e disinteresse personale, rinnovamento, ma anche continuità.
Abbiamo bisogno tutti di ritornare a sognare. Ridiamo fiducia ai nostri iscritti e a quel popolo della Sinistra e del centrosinistra che non vuole mandare a destra la nostra Regione. Io ci credo ancora, avanti.
 

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