"U uattenniere": Mulino Bradano ricostruito e cascate San Fele

punti apici 01/08/2018
ore 11:28
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BAS

BAS"In forte attività le escursioni alle cascate di San Fele in questo periodo estivo 2018.
Tante altre sono già in programma per le prossime settimane ed in particolare per le festività di Ferragosto 2018.
Nel solo anno 2017 non meno di 50.000 di turisti hanno visitato le cascate di San Fele diventando uno dei luoghi più visitato della Basilicata. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro volontario dei soci dell’associazione U uattenniere, che ha reso possibile la valorizzazione del torrente Bradano e delle sue cascate e senza alcun spreco di risorse pubbliche.
Importante in questa fase - sottolinea la nota dell'associazione -   il risultato raggiunto con il finanziamento di 450.000 euro per la ricostruzione del Mulino Bradano, attraverso il bando Basilicata Attrattiva, giusto riconoscimento di un luogo ormai tra i più visitati della Basilicata per offrire ai tanti visitatori l'accoglienza , i servizi e l'organizzazione che questo luogo richiede e determinare in questo modo condizioni di sviluppo e occupazione per il nostro territorio".
Il torrente Bradano - spiega l'associazione "U uattenniere -  scorga dall’appennino Lucano, in località Matise di San Fele, in provincia di Potenza,per confluire nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto. Attraversando il territorio del comune di San Fele, il torrente è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota che danno origine alle naturali e suggestive cascate di San Fele.
Lungo il Torrente Bradano insistevano 23 mulini e 3 Gualchiere, che utilizzavano la forza dell'acqua per alimentare gli antichi opifici produttivi di un tempo.
Le cascate prendono il nome “U uattenniere”, la trasposizione dialettale di  “Gualchiera”: macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. Sfruttando la forza dell’acqua, una grande ruota azionata trasmetteva il movimento ad un cilindro orizzontale nel quale erano inserite, verticalmente, le aste dei folloni. Questi terminavano con pesanti magli ( o folloni) che, entrando e uscendo da una vasca ( dove sul fondo venivano posti tessuti), servivano a gualcare la lana; le proprietà feltranti del panno venivano così rese più compatte e meno ruvide.
La Gualchiera di San Fele è rimasta in uso fino agli anni 40 del secolo scorso.
La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi molini ( oltre 20 ), i cui resti ( così come quelli della Gualchiera) testimoniano l’ingegno e la dedizione al lavoro dei Sanfelesi.
Grazie all’impegno e al lavoro dei volontari dell’Associazione, costituita per valorizzare e promuovere il territorio di San Fele, oggi possiamo ammirare alcune delle cascate “ U uattenniere”, riportate alla vista e al loro antico ed affascinante splendore. L’associazione continua il proprio impegno nel ripristino di ulteriori aree attraversate dal torrente. A breve sarà possibile fruire di nuovi percorsi guidati ed ammirare altre cascate.

Bas 05

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