San Fele, Sperduto: associazione di 14 Comuni con progetto Pon

punti apici 24/07/2018
ore 11:47
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BAS“Sono 14 i comuni della Basilicata  che si andranno ad associare con lo strumento dell’ ex art. 30 del TUEL cioè di una associazione di scopo con la finalità di coordinare servizi, attività, progettualità a  favore dei cittadini e delle comunità locali e territoriali.
Cosi Barile, Bella, Castelgrande , Ginestra,  Montemurro, Pescopagano, Rapolla,  Rapone, Rionero in Vulture,  Ruvo del Monte, Tramutola, Vietri di Potenza Viggiano, con San Fele comune capofila, avvieranno questa sperimentazione di concerto con l’AdG del PON Ricerca e Innovazione e l’AdG della Regione Basilicata del PO Fesr”. Così il sindaco di San Fele, Comune capofila, Donato Sperduto.
“I comuni rispondono cosi ad un input lanciato dalla programmazione 2007 2013 dal PON Ricerca e Competitività e ripresa  - aggiunge - nella attuale ciclo di programmazione dal Pon Ricerca e innovazione che introduce un progetto di sperimentazione dal basso e di partecipazione attiva per favorire processi di apprendimento, conoscenza, informazione, co-progettazione rispetto ai temi della innovazione e della ricerca che sono gli stessi  che tracciano la traiettoria della specializzazione intelligente delle regioni e che rispondono a obiettivi e sfide che la comunità europea ha indicato per lo sviluppo e la crescita inclusiva aperta sostenibile e intelligente  delle comunità ,a cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare.
Agrifoid, mobilità sostenibile, economia del mare, fabbrica intelligente, cultural heritage, smart , secure and inclusive city, design creatività e made in Italy, salute e benessere, per citarne solo  alcuni  che saranno fra quelli sui quali i comuni si impegneranno a condividere con la comunità, i ricercatori e le imprese, progetti e azioni condivise , per uno sviluppo integrato e sostenibile di territorio.
Il metodo è quello di partire dal basso, attraverso  i  nodi comunali in innovazione e ricerca che intendono raccogliere la domanda e aiutare a valutare le politiche pubbliche  e a definirle insieme allo stesso  decisore,    al fine di rendere utilizzabili e largamente spendibili per le imprese, la pubblica amministrazione,  la  comunità anche grazie al sistema della università e della ricerca pubblica e privata  presente sul territorio in modo da dare risposte a domande concrete e puntuali e costruire azioni che siano in qualche modo corrispondenti ai bisogni opportunamente raccolti e espressi.
Questo potrà servire a favorire politiche di inclusione sociale , verso i giovani e le donne , per coloro che intendono avviare nuove attività imprenditoriali , dall’agricoltura, ai servizi, dall’industria all’artigianato utilizzano tutti gli strumenti messi a disposizione dalle regione e dalla stato attraverso i programmi e le azioni previste dal PON Ricerca e innovazione gestito dal MIUR e dal PO Fesr e FSE gestito dalla Regione Basilicata.
Uno strumento che servirà allo sviluppo locale, attraverso una regia condivisa fra i comuni aperta al sistema delle imprese e delle università e centri di ricerca per favorire lo scambio e la cooperazione fra soggetti pubblici e privati per rendere possibile pratiche che davvero coinvolgano i cittadini attraverso i nodi comunali e le comunità di pratica, veri e propri laboratori della partecipazione attiva che potranno essere diffusi in queste comunità .
Si intende inoltre raccordare questa azione con quella elle aree interne in cui già comuni come Bella,  Castel grande,  Pescopagano sono coinvolti e far si che ci sia convergenza nell’intervento su obiettivi mirati, altamente riconosciuti, come possibili opportunità e soluzioni per favorire occupazione, nuova imprenditoria, cittadinanza attiva.
Rendere le comunità più consapevoli in aree complesse e a basso tasso di infrastrutturazione scolastica, sanitaria e nella mobilità , dove è necessario innescare processi di condivisione ed elevare la qualità della vita attraverso l’apporto delle nuove tecnologie e della conoscenza , che non può essere solo appannaggio di città medie e grandi ma che invece e, specie nelle aree interne che caratterizzano il nostro mezzogiorno e nelle “aree interne”  possa divenire un sistema e una rete diffusa che aiuta davvero questo tessuto fatto di ruralità un luogo che può essere raccontato per la sua bellezza e per l’apporto che può portare alla sviluppo dell’intera regione Basilicata, a partire dalla cultura, dal turismo, dalla agricoltura e dalla industria di trasformazione, dalla piccola impresa e dalla creatività e da nuovi servizi  .
Tutto ciò potrà aiutare anche il progetto Matera 2019, Città europea per la cultura, che potrà vedere anche questi comuni in raccordo su iniziative e programmi che rafforzino l’intera Basilicata, creando un circuito virtuoso di opportunità e attrattività, ma certamente una buona ragione per i suoi abitanti di essere protagonisti all’esordio in questo terzo millennio”.

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