Federazione civica "Più Policoro" su crisi politico-amministrativa

punti apici 18/07/2018
ore 11:39
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BAS“All’indomani del voto del 4 marzo, una bocciatura senza rimando delle politiche di centro sinistra di questi anni, Noi di Policoro Ideale, Alleanza di centro, Policoro Capitale e Policoro Rinasce abbiamo inteso fare un avanzamento della proposta politica alla città, attraverso una condivisione di un percorso federativo di liste civiche che guardano al centro sinistra, al fine di fare sintesi e di recuperare lo spirito vincente del ballottaggio, che ha permesso l’elezione di Enrico Mascia sindaco di Policoro, perché, lo ricordiamo a chi lo avesse dimenticato, Enrico Mascia è sindaco di Policoro per 131 voti, su Leone, grazie, non dovremmo dimenticarlo mai, all’apertura con accordo programmatico alla coalizione civica guidata da Gianni Di Pierri. Una apertura che di fatto superava la proposta politica della coalizione che aveva candidato Mascia, ma che a un anno dall’insediamento sembra essere relegata ai libri di storia, chiusi in un cassetto pieno di polvere”.
E’ quanto si legge in una nota della Federazione civica “Piu’ Policoro”.
“Abbiamo, al fine di ridare slancio alla proposta vincente, perché Noi i patti con la città non li stracciamo, costituito il nuovo gruppo consiliare “Più Policoro”, al quale – continua la nota - aderiscono i tre consiglieri comunali Benedetto Gallitelli, Giuseppe Montano e Carmine Agresti, il secondo gruppo della maggioranza che sostiene il sindaco, oltre alla costituzione di un coordinamento politico delle liste che compongono la federazione civica, nelle persone di Franco Labriola, Francesco D’Amico, Nicola Montesano e Nicola Stigliano.
La fase di trasformazione politica conseguenza del voto del 4 marzo, che siamo costretti a subire non può essere sottovalutata, né possiamo sottrarci ad un’assunzione di responsabilità rispetto ad un modus operandi che è imploso. La difficoltà ad operare degli amministratori locali, in mancanza di progetti strategici per le proprie comunità, necessita di un impegno diverso, di un programma in grado di ridare speranza ad una comunità piegata su se stessa. Non basta preparare schede progettuali nelle stanze chiuse per intercettare finanziamenti regionali che pure si deve fare, ma con un grado di apertura e confronto con la città, c’è bisogno di una visione strategica, attivando percorsi di partecipazione dal basso. Il 4 marzo insegna.
Abbiamo da subito aperto un confronto politico con il partito guida della coalizione, il Partito Democratico, consumando diversi incontri, nel corso dei quali abbiamo evidenziato la necessità di convocare il tavolo politico per discutere, ad un anno dalle elezioni amministrative di cose fatte, non fatte, di percorsi e di equilibri politici che tenessero conto della nuova geografia politica.
Dopo tentennamenti vari abbiamo insediato il tavolo politico al quale hanno partecipato le forze della maggioranza, registrando un nulla di fatto per chiara volontà a voler superare le regionali per non si sa quali obiettivi comuni o particolari. Così come, l’incontro interlocutorio con il sindaco Mascia, non ha che cristallizzato posizioni divergenti su percorso e metodologia.
La federazione civica nonostante tutto conferma, ancora oggi, dopo i “Niet” in consiglio comunale, di voler contribuire positivamente alla vita amministrativa, cosa che ad oggi non è stato possibile. Riteniamo che i punti programmatici importanti e straordinari per la città debbano essere condivisi e partecipati, per gli opportuni confronti ed approfondimenti tesi al raggiungimento del massimo risultato, nell’interesse della città. Le scorciatoie non sono mai positive.
Per questo non possiamo sottacere problemi nella gestione della cosa pubblica, frutto di confusione di competenze. Abbiamo segnalato al sindaco Mascia che nella forma e nella sostanza i “consiglieri delegati” non hanno ragione di esistere. Se ci sono deleghe scritte vanno superate e quelle di fatto censurate. L’apporto dei consiglieri comunali è codificato dalle leggi di riferimento. Come, gli uffici ed i dirigenti devono trovare forme di confronto con i consiglieri comunali “tutti”, di maggioranza ed opposizione, salvaguardando la normale vita amministrativa, ma garantendo spazi di confronto con gli stessi, siano essi incontri o risposte alle varie interrogazioni e questioni sottoposte per le vie brevi dai singoli consiglieri.
Non possiamo, inoltre, non segnalare che la nostra proposta di Laboratorio politico policorese del centro sinistra non ha registrato condivisione. Una miopia politica che nel medio termine presenterà un conto salato alla maggioranza attuale e alla città. Voler mantenere gli attuali equilibri politici di giunta e non solo, dimenticando perché si amministra la città, è una follia”.
“Noi della federazione civica, confermiamo – conclude la nota - le ragioni dell’attuale crisi politica interna alla maggioranza e in mancanza di un confronto serrato valuteremo le iniziative politiche da intraprendere alla luce del sole, perché gli attuali equilibri politici della maggioranza non sono rappresentativi dal punto di vista istituzionale delle forze che compongono la stessa maggioranza”.

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