Fca, produzione nello stabilimento di Melfi nel 1° semestre 2018

punti apici 06/07/2018
ore 15:48
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BASDal rapporto elaborato dalla Fim Cisl nazionale sulla produzione negli stabilimenti italiani di Fca nel primo semestre 2018, si evincono i dati relativi allo stabilimento di Melfi.
A riportarli è una nota dell'Ufficio stampa Cisl Basilicata.
"[...] Lo stabilimento - si legge- ha prodotto complessivamente nei primi 6 mesi del 2018 più del 2017. In particolare i risultati positivi si riscontrano su 500x e Renegade, che complessivamente hanno raggiunto la quota di 176,900 unità (+23,6% rispetto al primo semestre 2017). La Fiat Punto invece con le 24.342 vetture prodotte segna un risultato dello stesso valore, ma con segno negativo rispetto all’anno precedente (-23,3%), preludio al fine produzione previsto nel corrente mese. Nella giornata di oggi nel territorio di Melfi abbiamo aperto il confronto con FCA per mettere in sicurezza gli oltre 1.000 lavoratori attualmente impiegati sulla linea della Punto". "Per noi è indispensabile sottoscrivere un accordo di solidarietà che ripartisca la riduzione di orario conseguente alla riduzione dei volumi su tutti i lavoratori dello stabilimento, riducendo al minimo l’impatto salariale negativo, attuando la rotazione sulle postazioni di Renegade e 500x in modo anche di trasferire le competenze professionali su tutti i lavoratori. Lo stabilimento si deve preparare in tempi brevi ad aggiungere alla sua produzione un’altra vettura Jeep – evidenzia il segretario nazionale Ferdinando Uliano – e per noi stringere sui tempi è un elemento indispensabile per ridurre l’impatto occupazionale nello stabilimento d’Europa più grande di FCA. Il piano industriale riserva poi ai modelli di Melfi un intervento importante sulle motorizzazioni ibride che darà ulteriori prospettive positive sui volumi. Le uniche preoccupazioni sono riconducibili al rischio “dazi sovranisti” che se attuati dall’amministrazione USA potrebbero impattare negativamente sulle produzioni di Renegade destinate attualmente per circa il 50% al mercato nord americano".

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