DA PALERMO A POTENZA, LA SCUOLA STRETTA IN UN GRANDE ABBRACCIO

punti apici 11/04/2018
ore 18:32
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Oggi al museo provinciale assemblea della Cisl Scuola con la segretaria nazionale Maddalena Gissi, reduce dal capoluogo siciliano dove ieri ha lanciato la campagna nazionale #AbbracciamoLaNostraScuola. Al centro del confronto anche il rinnovo del contratto nazionale e i rapporti con il prossimo esecutivo
Potenza, 11 aprile 2018 - Abbracciare la scuola come gesto di affetto che va oltre la solidarietà verso gli insegnanti colpiti nei giorni scorsi da atti di violenza, per sottolineare la necessità di rafforzare l’indispensabile alleanza tra scuola, famiglie e società. Questo il senso della mobilitazione lanciata dalla leader nazionale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, oggi a Potenza per un momento di confronto sulle grandi questioni della scuola - dal rinnovo del contratto nazionale al tagliando da fare alla Buona Scuola - ma anche per rilanciare nella nostra regione la campagna nazionale #AbbracciamoLaNostraScuola, partita ieri da Palermo dove, nei giorni scorsi, si è consumato l’ennesimo episodio di violenza a danno di un insegnante.
“L’idea - spiega Gissi - è di diffondere l’iniziativa nei prossimi giorni in tutto il paese. Ho chiesto alle mie strutture territoriali di contattare soprattutto le associazioni dei genitori, di promuovere il coinvolgimento degli studenti e delle altre organizzazioni sindacali. Tra pochi giorni si vota per il rinnovo delle Rsu, ogni sigla sindacale è impegnata nella campagna elettorale per le proprie liste, per questo sarebbe ancor più significativo lanciare sul tema dell’alleanza tra scuola, famiglia e comunità sociale un segnale di unità della categoria che tutti insieme rappresentiamo”.
Gissi parla di scuola come “comunità educante” che trova finalmente il suo riconoscimento sociale anche nel contratto nazionale di categoria. “Il nuovo contratto - evidenzia la leader sindacale - assume per la prima volta la definizione di scuola come comunità educante. Tuttavia parlare di comunità educante significa ragionare non solo dell’istituzione scolastica, ma del contesto in cui è inserita e per il quale agisce. Gli atti di violenza evidenziano un problema che non è della scuola, ma di una società che deve rafforzare il suo patto di alleanza con la scuola”.
Stringere la scuola in un grande abbraccio collettivo significa, allora, recuperare il senso di quella funzione educativa che non è soltanto delle istituzioni scolastiche, ma è di tutti gli attori che orbitano intorno alla scuola e che hanno il dovere e la responsabilità di prendersi cura delle nuove generazioni, indicando idee, modelli e stili di vita. “Se non si sviluppa questa consapevolezza - ammonisce Gissi - la scuola resterà sempre più sola e impotente”.
Al centro del confronto anche il rinnovo del contratto nazionale, “una scelta giusta e responsabile, frutto di un’azione di cui la Cisl è stata ancora una volta protagonista; una scelta che nei prossimi giorni sarà confermata con la ratifica definitiva. Sarà così finalmente possibile, per chi da dieci anni attende questo rinnovo, poterne ottenere concretamente i benefici. C’è ancora strada da fare, ma rinnovare il contratto era un passo necessario per proseguire nella direzione giusta”.
Intanto, in attesa di capire che governo uscirà dal cilindro dei partiti nel secondo giro di consultazioni al Quirinale, il sindacato ha già pronta l’agenda del confronto e aspetta al varco il nuovo esecutivo: “Il contratto appena firmato - è il monito lanciato da Potenza - scade già il 31 dicembre di quest’anno e sarà il terreno di prova per il nuovo governo. Dopo una campagna elettorale piena di annunci e di promesse - conclude Gissi - arriverà il momento dei fatti”.








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