Confesercenti: protesti in calo ma dinamica negativa nelle vendite

punti apici 16/03/2018
ore 08:52
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BAS

BASProtesti in Basilicata in calo del 10,7% in tre anni e del 14,7% limitatamente alle cambiali. E’ la fotografia che emerge dai dati diffusi da Unioncamere che testimoniano una situazione solo in parte migliorata sul piano dell’indebitamento di pmi e cittadini.
In totale i titoli protestati da noi rispetto ai primi nove mesi del 2014, nel 2017 sono stati 3.880 di cui 3.342 cambiali per un totale di 6 milioni di euro. A Potenza i titoli protestati sono stati 2.467 per un importo medio di 1.693 euro di cui 2.052 cambiali con un importo medio di 1.267 euro.
Ma – sottolinea una nota Confesercenti - per il commercio il 2018 si apre con il segno meno. Sia il dato congiunturale che quello tendenziale, infatti indicano una dinamica negativa, non scontata soprattutto rispetto all’anno precedente.
Questo nonostante da gennaio 2018 siano state inserite nella rilevazione anche le imprese che effettuano come attività prevalente quella del commercio elettronico e che giocano di fatto, con un andamento più che positivo, un ruolo di bilanciamento. Queste ultime – che peraltro avevano già registrato nel 2016, primo anno di inserimento nella rilevazione, una crescita delle vendite in volume di oltre il 5% – infatti con il 2,4% (circa 1,3% in volume) sono una delle due tipologie che hanno variazioni positive, insieme ai discount che mettono a segno addirittura un 3,6% in più di fatturato (2,5% circa in volume). L’accelerazione del commercio elettronico – secondo nostre stime nel 2017 sono quasi 18mila i negozi online, quattro negozi online in più ogni giorno, con aumento del 72% dal 2012 – e degli acquisti online degli italiani ha attirato negli ultimi anni molti neo-imprenditori, soprattutto tra i giovani in cerca di occupazione. Ma l’eCommerce è un settore ad altissimo tasso di competizione: ritagliarsi uno spazio al di fuori dei grandi marketplace come Amazon ed eBay è molto difficile. A incidere è un dislivello fiscale tra le attività italiane e quelle estere operanti nel nostro Paese, che permette a queste ultime di essere più competitive sul fronte dei prezzi, oltre ad un ritardo con cui il sistema Italia, a parte poche eccezioni, s’è affacciato a questo mondo. Occorre, perciò, intervenire con una webtax più equilibrata che risolva le pesanti iniquità fiscali, così come serve investire per un aggregatore nazionale che dia visibilità alle PMI italiane dell’eCommerce. Infine, bisogna intervenire su abusivismo e contraffazione, fenomeni purtroppo dilaganti sul web, senza dimenticare le concentrazioni di mercato che impediscono lo sviluppo del settore.
“Quello che più ci preoccupa –commenta Giorgio Lamorgese presidente Potenza – è la prosecuzione della parabola negativa delle piccole imprese, che registrano un -2,3% in volume, performance condivisa, a gennaio, anche dall’insieme della GDO (con la sola eccezione positiva dei discount).
“In questo scenario – come ha sottolineato la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise – non ci stanchiamo di ribadire che è prioritario scongiurare gli aumenti IVA previsti dalle clausole di salvaguardia. Se dovessero scattare, infatti, avrebbero un grave impatto sui consumi, portandoci a perdere nel corso del prossimo triennio ben 23 miliardi di euro di spesa. Uno stop che il Paese non può permettersi”.

Bas 05

 

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