Navazio (Noi per Melfi): il millenario eredità di tutti

punti apici 05/02/2018
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BAS“Le celebrazioni del millenario di fondazione della città fortificata di Melfi potevano sicuramente rappresentare l’occasione per rafforzare l’immagine della città nel mondo proiettandola in virtuoso circuito che abbinando storia, cultura, tradizioni ed altro ne elevasse la percezione e ne rafforzasse le peculiarità ma, così non è stato”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Alfonso Ernesto Navazio, capogruppo consiliare di “Noi per Melfi”.
“La città – aggiunge Navazio - appartiene a tutti e le celebrazioni dei suoi mille anni non possono essere materia esclusiva del Sindaco e della sua Giunta. Le città per i cittadini che le fanno vivere, che le fanno diventare quelle che appaiono, che le amano senza se e senza ma, hanno tutte ai loro occhi validi motivi per essere celebrate e questo a prescindere dalla loro longevità. Melfi, però, più di altre città ha ragione di affermare con orgoglio la sua esistenza e, l’assessore alla cultura, pur nella sua oramai consueta altezzosità nei confronti della l’aula consiliare che sempre più spesso confonde con i consessi culturali ai quali viene invitato, ne ha ben messo in evidenza le ragioni storiche e culturali nella seduta consiliare del 6 febbraio 2017.
Da quel momento si sono susseguite nelle stanze chiuse del palazzo di città, le attività istruttorie necessarie al rilascio da parte del Ministero dei Beni e delle attività culturali dell’autorizzazione alla costituzione di un comitato nazionale e quelle amministrative / contabili, relative alla organizzazione e gestione dell’evento (per ora siamo a conoscenza del concorso di idee avviato per la definizione del logo, di un murales del costo di € 25.000,00 e di un evento definito:Matematica ed Arte del costo di € 28.000,00).
L’autorizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali alla costituzione del Comitato nazionale per la gestione dell’evento è stata rilasciata il 20 dicembre scorso e vede quali membri : due professori universitari, rispettivamente della Università di Basilicata e della Università della Calabria, l’ideatore del Centro Studi Federiciani di Lagopesole – Cosimo Damiano Fonseca - e il sindaco ed il vice sindaco nonché Assessore alla cultura della nostra città con l’assegnazione di una dote finanziaria di circa 50.000,00 Euro.
Ufficialmente tra qualche giorno, il 6 Febbraio, dovrebbero partire le celebrazioni e noi Consiglieri comunali lo apprendiamo dai post sui social pubblicati dal Sindaco. Nessun coinvolgimento del Consiglio comunale e dei suoi componenti, primo tra tutti il suo Presidente.
E se i consiglieri di minoranza sono stati ignorati, cosa che oramai rappresenta una costante, quelli di maggioranza e nell’ambito di questa i ben informati, si accontentano di commentare le scelte rispetto alla migliore collocazione di una presunta statua dal costo da capogiro ( 300.000,00 per l’opera e 20.000,00 per il posizionamento) piuttosto che il contenuto del murales e/o i temi dei convegni e simili.
Vero è che il Sindaco all’atto del suo insediamento ha legato l’esistenza della sua Giunta alle celebrazioni del millenario della città, cui poi sarebbe seguito un avvicendamento (noi ci crediamo ma la vera ragione non sta nella conclusione della loro mission quanto piuttosto nella necessità di garantire alla coalizione al governo di meglio gestire le prossime elezioni, regionali prima e comunali dopo!) ma altrettanto vero è che non si può estraniare da tutta l’organizzazione l’organo deputato a dettare gli atti di indirizzo e cioè il Consiglio Comunale.
Possiamo celebrare il millenario della fondazione della nostra città senza un minimo di discussione? Possiamo condividere le scelte fatte in tema di organizzazione e difenderle senza aver discusso su uno straccio di idea progettuale? Ma ancor prima di diffonderle e difenderle non avremmo forse dovuto partorirle con la città perché ognuno ne maturasse un consapevole senso di appartenenza? O come al solito basta appuntarsi la medaglietta: siamo bravi, abbiamo avuto l’idea, godetevi lo spettacolo.
Melfi, le sue istituzioni e i suoi cittadini non meritano un simile trattamento, è come ammettere che il suo tessuto sociale non sia all’altezza del compito. Così facendo è la stessa ragione dei festeggiamenti a perdere di significato e questo – conclude Navazio – dispiace”.
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