Scomparsa Infantino, il cordoglio di enti e associazioni

punti apici 31/01/2018
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BAS Guardia Perticara saluta il maestro Infantino

Antonio Infantino era molto legato a Guardia Perticara, dove era stato insignito nell’ambito della “Notte della Tarantella Lucana” del 2011 del “Premio Enotria”. E nelle ultime settimane stava lavorando ad un progetto musicale sugli Enotri, l’antica popolazione pre italica che nella Valle del Sauro aveva trovato una delle sue residenze meridionali. La notizia della morte del maestro ha lasciato attonito il Sindaco di Guardia, Angelo Mastronardi, l’ex sindaco Massimo Caporeale e tutta la comunità: «Siamo davvero rattristati per la perdita di un artista poliedrico e immenso – dichiara il sindaco Mastronardi -. Ci siamo sentiti più volte, negli ultimi tempi, perché lui aveva preso a cuore questo nuovo progetto sugli Enotri. E’ una perdita culturale enorme per il panorama artistico italiano».

Il cordoglio di Cia e Agia:

Con Antonio Infantino scompare il cantore della tradizione musicale popolare contadina. Il nostro impegno è che si tramandi specie alle giovani generazioni. Lo sottolineano la Cia e l’Agia della Basilicata ricordando l’ultima esibizione di Infantino a Tricarico il 13 ottobre 2017 accogliendo l’invito di Cia e Agia in occasione dell’evento dedicato ai 40 anni dalla costituente contadina di Borgo Taccone. Prima del concerto l’artista ha parlato ai giovani arrivati a Tricarico da tutt’Italia per affidare loro un messaggio di impegno culturale, sociale e civico a credere nella terra interrompendo la fuga verso le città.
La musica di tradizione orale, da sempre, rappresenta uno snodo centrale e imprescindibile per la comprensione, tutela e valorizzazione della cultura del mondo contadino come per sostenerne l’identità e il rinnovamento. E’, peraltro, l’obiettivo centrale dell’Associazione Basilicata Rurale, promossa dalla Cia-Agricoltori.
L’Associazione Basilicata Rurale ritiene utile continuare il lavoro che ha visto Ernesto De Martino pioniere per approfondire, preservare e innovare – in modo giusto e corretto – radici e sonorità della musica popolare lucana. Principi e finalità che sono alla base dell’idea di lanciare un “progetto” da Tricarico, patria del maestro Antonio Infantino e dei Tarantolati. La rivoluzionaria e significativa esperienza nella musica italiana realizzata – quasi mezzo secolo fa – dal maestro Infantino ha coinvolto centinaia persone in italia e nel mondo sui temi trattati dal gruppo dei Tarantolati di Tricarico, ricercati nel patrimonio millenario di questa terra che fu sede della scuola orfico-pitagorica.
Nella tradizione del tarantismo si ritrovavano le conoscenze cosmiche e i rituali appartenenti alla cultura millenaria dei popoli del mediterraneo. Una storie di riscoperta, che si traduce nei suoni e nei ritmi della taranta, antichi e modernissimi che furono alla base del lavoro di studioso e artista del maestro e guru Antonio Infantino, che negli anni ’60 faceva parte dei grandi nomi della musica popolare italiana, riuniti nello spettacolo “Ci ragiono e canto” da Dario Fo.
I Tarantolati di Tricarico, fondati da Antonio Infantino, non furono un gruppo musicale qualsiasi ma un movimento culturale e musicale che, nel corso degli anni, ha portato sui palcoscenici e nelle piazze del mondo centinaia di musicisti – noti e meno noti, di tutte le età – a interpretare, rivivere, danzare il mondo interiore della taranta. il morso del ragno. Il ciclo della vita e della morte, la catarsi e la levitazione: ruotando e facendo esplodere, ritmicamente, freneticamente, suono, colore, armonia.
Noi – concludono Cia e Agia – vogliamo proseguire l’impegno di Infantino.


Il cordoglio di Nicola Manfredelli, coordinatore Unione Mediterranea Lucania:

Di Antonio Infantino è stato già detto quasi tutto da parte dei grandi personaggi del mondo dell’arte e della cultura, da Dario Fo fino ad Eugenio Bennato e Vinicio Capossela; adesso, però che ci ha fatto questo scherzo di ritirarsi in uno dei suoi tanti mondi dove non è concesso tirarlo per la giacchetta per convincerlo a salire su un nuovo palco, ad esibirsi ancora una volta, in una nuova piazza, in un’altra città, occorreranno fiumi di inchiostro per mettere a fuoco le mille sfaccettature di una figura unica di uomo e di artista.
Antonio è stato geniale, ha inventato e si è reinventato in continuazione, spaziando come pochi tra tutte le discipline umane, da quelle che avevano a che fare con la passione per la terra a quelle del pensiero filosofico che affondava le radici nel Mediterraneo e nella Magna Grecia.
Ci ha lasciato un patrimonio incredibile di musica, poesia, pittura, che probabilmente scopriremo in tutta la reale portata soltanto attraverso un ampio lavoro di ricerca, di studio e di analisi di quanto ha prodotto ed elaborato nel corso della sua intensa vita.
Questo compito è lasciato agli appassionati e agli studiosi che si dedicheranno a ricostruire e catalogare la sua attività svolta in giro per il mondo, ma con due punti fermi: Firenze e Tricarico, non a caso, una città d’arte e un luogo impregnato di storia contadina e di antiche tradizioni culturali rurali; coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo da vicino possono invece raccontare gli aspetti della grande umanità di Antonio Infantino, del suo conservarsi bambino dietro quell’apparenza sofferta e burbera che, nella sostanza, celava la grande sensibilità di chi osserva, comprende, elabora, si emoziona, si entusiasma.
Tutte le volte che ci siamo incrociati non è mai mancata quella gradevole sensazione di ritrovarsi con un vecchio amico curioso e contento di continuare a prestare attenzione a quel filo sottile di collegamento tra il suo mondo e ciò che lo circondava, a cercare di capire i processi sociali e politici, le dinamiche in atto negli ambiti economici e territoriali. La capacità, il gusto e l’umiltà di sentirsi espressione popolare di una vasta comunità di valori umani e sociali, ha consentito ad Antonio Infantino di rappresentare una figura di primo piano nel campo artistico e culturale che, con la sua scomparsa, perde un riferimento di impareggiabile portata.
Al pari dei suoi cari, di tanti altri suoi amici e degli innumerevoli ammiratori, avverto un profondo senso di tristezza per questa morte improvvisa e prematura che priva la Lucania e l’Intero Sud di un artista universale e di una persona speciale. Buon viaggio, favoloso amico poeta, architetto, musicista, Antonio Infantino.

Il cordoglio del Forum dei giovani di Basilicata:

 Il Forum dei giovani di Basilicata esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa del Maestro Antonio Infantino, persona da sempre legata al panorama giovanile ed alle relative tematiche, che come i suoi testi e versi sono in uno stato di permanente evoluzione. 
Siamo sicuri che il consiglio regionale di Basilicata saprà onorare e dare la possibilità, a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo, con un lavoro di conservazione, valorizzazione e divulgazione delle sue opere, che spaziano da testi ad opere d’arte che solo una mente eccelsa come l’Architetto, Narratore, Maestro Infantino poteva realizzare. 

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