I lavoratori Intesa Sanpaolo di Potenza in assemblea

punti apici 25/01/2018
ore 13:18
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BAS"Si è svolta a Potenza, in presenza del Segretario Regionale Antonio Castello e del Segretario di Gruppo Intesa Sanpaolo Pietro Ravallese, l’assemblea dei lavoratori di Intesa Sanpaolo Group Services convocata dalla UILCA per rinnovare la RSA (rieletto come segretario Vito Daniele Cuccaro) e per eleggere i delegati al VI Congresso Regionale UILCA che si terrà il 12 maggio.
Il momento - si legge in una nota del sindacato di categoria -  è particolarmente delicato a causa degli insistenti rumors, finora mai smentiti dall’Azienda, di una imminente cessione a una società esterna al Gruppo, nell’ambito del nuovo Piano industriale, di una corposa tranche di crediti a sofferenza con l’intera piattaforma di gestione degli NPL comprensiva del Personale. È di ieri la notizia pubblicata dal Messaggero che sarebbe stata già costituita o sarebbe in fase di costituzione, in partnership con Intesa Sanpaolo, una newco partecipata al 51% dalla società svedese Intrum Iustitia (dietro la quale c’è il fondo di investimento Nordic Capital) specializzata nel recupero. Tale società, stando sempre al Messaggero, dovrebbe acquisire, oltre ad uno stock di sofferenze tra i 10 e i 12 miliardi (sui 50 circa di Intesa), la piattaforma di gestione con 750-800 dipendenti (numero superiore a quelli della sola Direzione Recupero Crediti che ne conta circa 500 in tutta Italia). Nel corso dell’assemblea si è ampiamente dibattuto su questo tema.
L’assemblea - prosegue la Uilca -  ha visto una partecipazione particolarmente numerosa, attenta e attiva da parte dei lavoratori, i quali non si sono limitati a rappresentare la loro forte preoccupazione per l’incerto destino che sembra pendere sulle loro teste ma si sono addentrati in una più approfondita analisi della situazione con istanze circostanziate e proposte animate da spirito costruttivo.
È stato osservato da più parti come la Struttura di Potenza, con i suoi 100 lavoratori, presenti delle peculiarità rispetto ad altre realtà del Recupero Crediti di Intesa sia per le modalità di creazione della Struttura stessa (accordo sindacale in deroga del 2/2/2010 con salario di ingresso ridotto per 4 anni e contribuzione pubblica regionale legata ai contratti di apprendistato) sia per la storia professionale dei colleghi stessi che hanno curricula scolastici e accademici di eccellenza nei settori più vari e svolgono solo da pochi anni o in molti casi non svolgono affatto attività recuperatoria in senso stretto. I lavoratori di Potenza si sono infatti dedicati nei primi anni ad altre attività, anche specialistiche e hanno dimostrato flessibilità e rapidità di adattamento e di apprendimento ogni qual volta è stato loro chiesto di riconvertirsi. Non si può poi ignorare il fatto che – come è stato evidenziato nel corso dell’assemblea – le condizioni contrattuali accettate inizialmente e i sacrifici non solo economici ma anche logistici affrontati negli anni da questi lavoratori, in gran parte pendolari di lunghissima percorrenza provenienti dall’intera regione, venivano ripagati dalla prospettiva di lavorare per il più grande gruppo bancario italiano, con tutto ciò che significa in termini di stabilità, sicurezza, orgoglio e opportunità professionali in numerosi ambiti. Differenti sarebbero state probabilmente le loro valutazioni e le loro scelte se si fosse trattato di lavorare per una società che svolge la sola attività di recupero crediti in regime di servicing come, stando alle ipotesi in campo, potrebbe verificarsi. L’amarezza dei lavoratori davanti a questo scenario è accresciuta da un contesto nel quale Intesa Sanpaolo ha contribuito a salvare i circa 10.000 lavoratori delle ex Banche Venete col determinante intervento del Governo e ora, dopo aver alleggerito l’organico di oltre 7.000 unità con gli esodi volontari programmati, si prepara ad assumere altre 1.500 persone.
La Uilca ha sottolineato che, in un momento come questo, è vitale per i lavoratori rimanere coesi e solidali e respingere con forza la tentazione di operare discriminazioni territoriali o di altro genere tra colleghi; al tempo stesso, riconoscendo la bontà e la fondatezza delle osservazioni sollevate in assemblea, si è impegnata a farsene portavoce al tavolo negoziale. La Uilca ha poi ribadito la posizione già espressa dal suo Segretario Generale Massimo Masi e condivisa da altre OO.SS. di ferma contrarietà alle ipotesi di esternalizzazione, dichiarando senza mezzi termini che non sarà disponibile a un accordo che possa comportare l’uscita di lavoratori dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Le note pressioni della BCE verso la cessione degli NPL a beneficio dei bilanci bancari non possono e non devono – a detta dei rappresentanti Uilca - costituire una giustificazione in tal senso. Atteso che le cessioni di NPL di cui si parla sono comunque minoritarie rispetto ai volumi complessivi, la gestione del recupero crediti è altra cosa e riguarda scelte strategiche di cui – sostiene ancora la Uilca - l’Azienda dovrà assumersi la responsabilità davanti ai lavoratori e alle OO.SS. ricercando in un confronto con le stesse le soluzioni che tutelino al meglio tutti i lavoratori.
Un’altra problematica particolarmente sentita dai lavoratori emersa nel corso del dibattito riguarda la necessità di precise garanzie rispetto alla mobilità territoriale in un’area geografica logisticamente disagiata e per di più priva di una rete di filiali tale da poter assorbire in futuro eventuali esuberi funzionali. Se a questo si aggiunge la lunghissima aspettativa di vita professionale dei giovani bancari che, data l’età media particolarmente bassa, dovranno lavorare ancora 30-35 anni, è evidente come, in un ipotetico accordo, le tutele e le salvaguardie andrebbero studiate con grandissima attenzione affinché siano reali ed esigibili.
Se l’Azienda continuerà a non rispondere sugli impatti che il Piano avrà sulle persone o darà risposte non soddisfacenti – si è detto ancora nel corso dell’assemblea - i lavoratori saranno pronti ad ogni forma di mobilitazione inclusa quella dello sciopero.
Iniziative sindacali unitarie, come le assemblee a sigle riunite necessarie a consultare i lavoratori in caso di evoluzioni critiche della vicenda o di accordo, verranno messe in campo con ogni probabilità dopo la presentazione del Piano industriale e nel corso della vertenza che presumibilmente si avvierà e verrà portata avanti dal fronte sindacale compatto.
Nella stessa giornata si è svolta, sempre a Potenza, anche l’assemblea dei lavoratori del Banco di Napoli (società del Gruppo Intesa Sanpaolo) che hanno rinnovato la loro fiducia nel segretario della RSA Rocco Ferlin in vista del Congresso Regionale UILCA. Nel corso del dibattito, tra i numerosi interventi, è stata espressa più volte piena solidarietà ai colleghi del Recupero Crediti di Intesa a rischio di esternalizzazione: anche i lavoratori del Banco di Napoli si sono detti pronti a mobilitarsi per scongiurare un simile scenario non appena verranno chiamati in causa dalle OO.SS.".

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