PREMIO GIORNALISTICO “BISCEGLIA” CERIMONIA A ROMA

punti apici 25/10/2017
ore 18:41
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BASNota di Gianluigi Laguardia (componente Corecom Basilicata)

Era il 3 settembre del 2008 quando a soli 28 anni ci ha lasciato prematuramente Alessandra Bisceglia, la giornalista lucana originaria di Lavello e autrice RAI, che nonostante la sofferenza causata dalla sua grave malattia, è riuscita comunque a raggiungere traguardi professionali prestigiosi.
Tante le testimonianze di stima e di ammirazione da parte dei colleghi che l’hanno conosciuta e frequentata durante il suo entusiasmante e dinamico impegno professionale in RAI e le collaborazioni come autrice di importanti programmi televisivi, al fianco di noti personaggi televisivi come Lorena Bianchetti, Eleonora Daniele, Roberto Giacobbo, solo per citarne alcuni.
Tutti, nei loro ricordi, ma anche nel loro quotidiano impegno professionale, hanno sempre sottolineato la professionalità, la spiccata intelligenza, le capacità, lo spirito di intraprendenza e di altruismo di Ale, che a distanza di anni dalla sua scomparsa, è sempre viva nei ricordi di chi l’ha conosciuta.
Ale, come “quel chicco di grano che non muore mai”, è un esempio per noi tutti e per tutte le persone disabili, di come la vita vada sempre vissuta con amore, anche se nella difficoltà e nella diversa abilità.
Il suo esempio di vita, il suo dolce sorriso, la bontà e la generosità della giovanissima giornalista lucana, il suo amore per la vita, le attenzioni da dedicare ai più deboli, sono ricordati oggi a Roma, per iniziativa della Fondazione VIVA ALE, nell’Aula Magna della prestigiosa Università LUMSA, dove Ale conseguì la laurea con il massimo dei voti, nel corso della cerimonia di consegna del Premio Giornalistico Nazionale "Alessandra Bisceglia", che ho voluto proporre, pochi giorni dopo la sua morte e che è stato poi deliberato dall'Ordine Regionale della Basilicata e dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Sarà un’occasione per riflettere sull’importanza della comunicazione sociale in un particolare momento in cui il variegato mondo dell’informazione, spesso, perde di vista i veri Valori da divulgare alla società.
Di fronte alle gravi emergenze sociali che viviamo nel nostro Paese, sono sempre stato convinto che un riconoscimento per la Comunicazione Sociale, inteso a premiare colleghi che portano alla ribalta e segnalano le tante storie vere degli italiani, o dei problemi della vita quotidiana dei diversamente abili costretti a convivere, oltre al dramma e alle sofferenze delle loro malattie, anche con l'indifferenza della società e della lentezza burocratica delle Istituzioni, possa servire non solo a onorare la memoria della brava e sfortunata ALE, ma anche a formare le coscienze civiche dei giovani e dell’opinione pubblica, intorno a tematiche che noi giornalisti dobbiamo sforzarci sempre di raccontare con correttezza e sensibilità. 

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