Continuità assistenziale, tavolo tecnico in Regione

punti apici 23/10/2017
ore 17:05

Nel corso dell’incontro, presieduto dal governatore lucano, Marcello Pittella sono state ascoltate le istanze dei professionisti della Guardia medica e si è cercata una soluzione per superare il problema delle indennità aggiuntive dopo i rilievi della Corte dei Conti

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AGRIl presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella ha presieduto oggi a Potenza, nella sala Verrastro del palazzo della Giunta, un tavolo tecnico con i legali dei medici della continuità assistenziale e con i rappresentanti delle organizzazioni di categoria, convocato per trovare una soluzione al problema delle indennità aggiuntive ritenute illegittime dalla procura della Corte dei Conti. Nel corso della riunione si è discusso, fra i diversi argomenti, della delibera della giunta regionale che prevede la restituzione delle somme erogate dalle aziende sanitarie regionali negli ultimi anni ai professionisti della Guardia Medica, dopo la contestazione della magistratura contabile. Presenti all'incontro, anche l'assessore regionale alle Politiche per la persona, Flavia Franconi, il presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica, il presidente della quarta commissione, Luigi Bradascio, i consiglieri regionali Carmine Castelgrande e Vincenzo Robortella, i dirigenti generali del dipartimento Salute, Donato Pafundi e del Dipartimento Presidenza della giunta, Vito Marsico, i direttori generali di Asp e Asm, Giovanni Bochicchio e Piero Quinto,
Dal tavolo tecnico è emerso che la Regione Basilicata “non ha alcun interesse a recuperare risorse, avendo i bilanci perfettamente in ordine”, ma che è stata costretta ad intervenire dopo che la procura della Corte dei Conti ha invitato “l'ente a controdedurre, ritenendo non legittime le indennità aggiuntive erogate negli ultimi anni ai medici della continuità assistenziale”. Nella riunione è stato proposto dalla Regione ai legali dei medici della continuità assistenziale di impugnare il provvedimento - che ha comunque tutti i presupposti di manifesta fondatezza - davanti al giudice del lavoro, per poter usufruire della eventuale sospensione dell’esecutività e trovare nel frattempo una soluzione - a livello di contrattazione nazionale – ad un problema che interessa, nella realtà, anche le altre regioni italiane.
“C'è chi ritiene - ha evidenziato il governatore Pittella - che la delibera di giunta sia un atto obbligatorio, c'è chi pensa, invece, che il provvedimento possa essere ritirato. Si tratta di una questione che non dipende da volontà politica. Alla base vi sono motivazioni di natura giuridica che rimandano ad una valutazione affidata al legislatore. Abbiamo incontrato i rappresentanti dei medici della continuità assistenziale - ha concluso -proprio per individuare ogni azione utile a superare il problema. Continueremo a lavorare perché si accorcino le distanze: non abbiamo interesse a penalizzare i medici né ad alimentare tensioni sociali, ma è giusto che chi mette la firma ad un provvedimento e rischia di essere chiamato a rispondere di eventuali danni davanti alla Corte dei Conti abbia il diritto di approfondire l’argomento sul piano giuridico”.
“Non intervenire dopo le diffide e l'invito a controdedurre - ha messo in chiaro il dirigente Marsico - avrebbe determinato conseguenze sul piano amministrativo. La Corte dei Conti ha espresso perplessità contestando la violazione di alcune clausole della contrattazione collettiva decentrata, perché a fronte del riconoscimento delle indennità non ci sarebbe stata una controprestazione verificabile. Abbiamo deciso quindi di intervenire alla luce delle diffide formali ricevute”.
Al termine della riunione è stato dato mandato ad una commissione tecnica di studiare le mosse più opportune da porre in essere sul piano giuridico, per tutelare gli interessi di tutti.



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