Matera, il 22/9 "Portami al confine"

punti apici 16/09/2017
ore 12:29
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BASVenticinque storie, venticinque ritratti, venticinque sguardi su Matera. Il film "Portami al Confine",che l’artista milanese Valerio Rocco Orlando ha costruito in un anno con gli abitanti della città di Matera verrà presentato in anteprima al Musma in occasione di Materadio, venerdì 22 settembre dalle 12 alle 13 e dalle 20.30 alle 21.15 e sabato 23 settembre dalle 20.30 alle 21.15.
Portami al Confine nasce il 29 ottobre 2016, in occasione dei dieci anni del Musma, quando - spiegano i promotori dell'iniziativa - la Fondazione Zetema e la Cooperativa Synchronos, insieme a Valerio Rocco Orlando, pensano ad un progetto da condividere con la città, allo scopo di coinvolgere la comunità materana in un’azione collettiva e sociale che si contrapponga ad un’idea del museo statica e lontana dai cittadini.
A partire da quella data vengono attivati una serie di incontri, workshop, occasioni di confronto - nelle sale del museo e in diversi luoghi della città – attraverso i quali l’artista individua i protagonisti di un’opera difficilmente inquadrabile in un’unica definizione. Prodotto con la collaborazione dello Studio Antani, Portami al Confine è infatti un film, un documentario, una scultura sociale, un coro greco 2.0, ambientato a Matera, luogo di incontro tra confini di civiltà antichissime, uno spazio in cui l’accoglienza è divenuta una naturale necessità dei popoli che vi hanno abitato nel corso dei secoli.
Il confine dell’invito dell’artista è inteso quindi non come linea che delimita, ma come spazio in cui i partecipanti si sono ritrovati per condividere un’esperienza di analisi e riflessione che da personale è diventata collettiva. “Quello che mi interessa indagare – ha spiegato Orlando – è il concetto di capacity che, tradotto in italiano, dà l’idea di quanto un bicchiere sia capace di contenere qualcosa di esterno. Capacity è il grado di accoglienza della comunità, quanto la comunità sia in grado di tollerare l’altro: lo straniero, l’immigrato, il turista. Per comunità non intendo solo i materani, mi riferisco alla comunità di pratica, alle persone che si sono ritrovate attorno a questo progetto e che provenivano anche da regioni limitrofe ponendosi un obiettivo comune”.
Nei quarantadue minuti dell’opera rifugiati, agricoltori, studenti, professionisti, operatori sociali e cittadini più anziani si interrogano, stimolati dall’elegante abilità maieutica di Valerio Rocco Orlando, sul concetto di confine, declinato in maniera più ampia o più personale, riflettono sulla storia della città, sul suo futuro e su quali siano gli strumenti e i valori per formare e far sopravvivere una comunità.
Si susseguono le voci e i paesaggi sullo sfondo, le esperienze arrivano a sfiorarsi, i luoghi trovano un’armonia e le idee un naturale bisogno di essere espresse: i confini si incontrano in un romanzo a più voci nel quale lo spettatore legge la descrizione di una città e dei suoi abitanti, una città che è Matera ma che potrebbe essere una qualunque altra città di un mondo in cui sempre più necessario e urgente diventa il dialogo al confine.
Portami al Confine entrerà a far parte della collezione permanente del Musma e sarà visibile a partire dal 24 settembre 2017 nei giorni e negli orari di apertura del museo".
 

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