Uil Fpl su stabilizzazione precari in sanità

punti apici 13/09/2017
ore 16:12
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BAS “La Uil Fpl chiede alle Aziende Sanitarie e alla Regione Basilicata di avviare da subito un monitoraggio per stimare il fenomeno del precariato in sanità pubblica e valutare l’applicabilità del decreto governativo che prevede misure di stabilizzazione alla luce del D.L. 75/2017,così come le altre Regioni italiane stanno facendo”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della Uil Fpl.
“Dai primi dati sommari in nostro possesso, emerge che nella sola sanità Regionale lavorano oggi circa 700 precari, contando i rapporti a tempo determinato, di cui circa 200 medici, 75 dirigenti non medici e 420 tra infermieri, OSS, tecnici di laboratorio, fisioterapisti, tecnici di radiologia. L’intenzione della UIL FPL è quella di verificare quante sono le persone interessate che hanno i requisiti previsti dal decreto, ovvero aver lavorato almeno tre degli ultimi cinque anni, per procedere agli accordi di stabilizzazione che il sindacato andrà a richiedere, data anche la situazione ormai cronica di carenza di personale nelle varie strutture. La preoccupazione della scrivente è che i decreti attuativi non prevedono peraltro, che tutte le forme di lavoro precario possano trovare un percorso di stabilizzazione. Contiamo inoltre che si avvii un forte pressing sul governo centrale in modo da modificare ed introdurre, nelle linee guida anche garanzie per i “ricercatori” degli IRCCS che ad oggi hanno forme di lavoro atipiche(CO.CO.CO), e non si possono nemmeno più rinnovare. È comunque positivo che il ricorso a rapporti di lavoro precario nella PA venga considerato eccezionale e straordinario. In posti dove si danno servizi ai cittadini, spesso per 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, il lavoro precario è veramente un non senso. Dai numeri della sanità, secondo la UIL FPL si può presumere che potrebbero essere molti i lavoratori impiegati in tutte le fantasiose e deleterie forme di precariato che le norme consentono e che, a causa del blocco del turnover pressoché totale imposto agli enti pubblici, sono fiorite in maniera mostruosa negli ultimi anni. I lavoratori del pubblico non hanno rinnovi contrattuali dal 2009, i loro stipendi sono scesi ai valori di quelli del 2002, il blocco delle carriere e del turnover sta mettendo a dura prova la tenuta dei servizi. In questo scenario ingiusto e deprimente sarebbe necessario, oltre al rinnovo dei contratti, la possibilità di assumere partendo proprio dai lavoratori precari”.
bas04                                     

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