Matera, domani giornata di studi dedicata a Rocco Brindisi

punti apici 21/06/2017
ore 18:26
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BAS

BAS Il 22 Giugno 2017 alle ore 18:30, presso la Casa Cava di Matera, per iniziativa del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” e della società Ianus, è in programma una giornata di studio dedicata alla presentazione di un lavoro di studio e ricerca sull’archivio Basilissi che ha conservato la memoria storica di Rocco Brindisi, emigrante lucano di Trivigno.
Interverranno con un loro contributo Michele Marino, sindaco di Trivigno; Luigi Scaglione, coordinatore del Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice”; Luca Braia, assessore Dipartimento politiche agricole e forestali Regione Basilicata; Patrizia Minardi, dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici cooperazione internazionale del Dipartimento presidenza della Regione Basilicata; Maria Pietrafesa, archivista, direttore dei lavori della società IANUS srl; Aurelio Pace, presidente della Commissione regionale lucani nel mondo; Domenico Romaniello direttore dell’Alsia (già direttore del Gal Basento-Camastra); Paride Leporace, direttore della Lucana film commission;
Modera Rosita Stella Brienza, giornalista.
Le conclusioni sono affidate a Francesco Mollica, presidente del Consiglio regionale della Basilicata.
Non è molto tempo ancora che della figura di questo illustre italiano e lucano si era persa la memoria fino a quando - grazie ad un progetto che ha consentito la valorizzazione attraverso schedatura, riordino, inventariazione e successiva digitalizzazione delle carte - non si è cominciato a fare luce sulla portata storica contenuta all’interno dell’archivio.
       La storia di questo archivio è quanto mai rocambolesca e degna di essere narrata.
Sofia Basilissi, figlia della cantante austriaca Katharina Gassner e del pianista fiorentino Giuseppe Buonamici, dedica la sua vita alla musica come i genitori. Suona il pianoforte e inizia la sua carriera concertistica che la porta fin negli Stati Uniti d’America ed è lì che Sofia e Rocco si incontrano e si amano, nonostante Rocco abbia ventuno anni più di lei. La loro storia d’amore è coronata oltre oceano, solo poco tempo prima della morte di Rocco.
Sofia, seconda moglie di Brindisi, lasciata così la terra americana per far ritorno a quella sua natale, la Toscana, porta con sé la congerie di carte e scritti che in questo modo dimorarono per la maggior parte del suo tempo in un palazzo di Firenze, con l’obiettivo di rendere viva la vicenda del marito defunto.
Vuoi la mancanza di mezzi o al contesto poco favorevole alla realizzazione di tale obiettivo, l’unico attento uditore che la Buonamici riuscì a entusiasmare con i racconti del marito, fu il figlio della domestica che prestava servizio in casa sua.
       Intanto l’alluvione di Firenze del 1966 procurò dei malaugurati danneggiamenti al complesso documentario fin quando le carte, tratte in salvo dalla calamità, sono state messe a disposizione dall’attuale possessore e proprietario dell’archivio, Dino Basilissi, al fine di rendere questo patrimonio storico accessibile a tutti.
       Grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Trivigno, dal GAL Basento Camastra e dalla Regione Basilicata, l’archivio Dino Basilissi è stato schedato e reso accessibile attraverso mezzi informatici e all’intervento attento e scrupoloso della dottoressa Maria Pietrafesa, direttore tecnico della società di servizi archivistici e bibliotecari IANUS s.r.l., ad un team di professionisti e alla società Filomedia s.r.l., grazie ai quali possiamo conoscere da vicino il personaggio Rocco Brindisi.
       A corredo di questo lungo lavoro d’archivio, il Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice” e l’Ufficio sistemi culturali e turistici cooperazione internazionale del Dipartimento presidenza della Regione Basilicata, hanno sostenuto la pubblicazione del volume, contenente l’inventario delle carte e la trascrizione del diario autografo di Rocco Brindisi, dal titolo “Appunti di viaggio… L’archivio di un emigrante lucano”.
Rocco Brindisi, viceconsole italiano a Boston, si pone come un caso particolare, quasi eccezionale, rispetto alla maggioritaria folla di emigranti che in quegli anni lasciavano la loro terra per recarsi nel nuovo continente.
Lungi dall’aderire all’immagine stereotipata dell’emigrante illetterato o analfabeta mosso ad abbandonare il paese e gli affetti per necessità stringenti, dovute alle gravi condizioni di miseria e alla mancanza assoluta di prospettive future, Brindisi è già medico di fresca laurea quando decide - andando in direzione contraria alla prospettiva che gli si parava innanzi di una buona e rispettabile professione esercitata nel diametro ristretto del paese - di attraversare l’oceano e recarsi negli Stati Uniti a cercare sorte migliore.
Rampollo di una famiglia della borghesia agraria della Basilicata di evidente tendenza liberale, la sua scelta di partire non è stata dettata, dunque, dalla necessità. Negli Stati Uniti d’America Rocco Brindisi si fa conoscere prima di tutto per le qualità professionali e la sua pratica medica ha quasi del miracoloso tanto da conquistare la ribalta della cronaca.
       I suoi contributi e i suoi ruoli rivestiti in svariati enti di cultura non si contano negli anni, fino al progetto, poi naufragato per motivi d’ordine economico e finanziario, di fondare una banca pensata appositamente per gli italiani d’oltreoceano. Brindisi morì a Boston, amareggiato dall’insuccesso del suo ultimo progetto che impegnò le sue forze negli ultimi anni della sua vita. Qui comincia la storia del suo archivio. Gli scritti superstiti di Brindisi, per quanto esigui nel numero, sono sufficienti a delineare le sue qualità professionali ed intellettuali, a descrivere un uomo dallo spiccato senso civico e morale. Le sue carte sono un mosaico di piccole e grandi storie di emigrazione italiana, uno spaccato entusiasmante di vita reale da dove emerge la sofferenza dell’abbandono, ma anche l’idea eroica di chi riesce a staccarsi dalla propria terra e dai propri affetti proiettandosi in una realtà sconosciuta; insomma la viva testimonianza di quanto questi uomini si siano spesi per la conquista dei diritti civili, per trasformare il loro status di emigrante in quello di cittadino, di quanto le loro esperienze, relazioni, contatti, abitudini, vicende, aspirazioni e creazioni abbiano contribuito all'evoluzione secolare di una comunità nell’affermazione della sua identità nazionale.Da segnalare, inoltre, l’impegno profuso da Rocco Brindisi nella promozione della lingua italiana come mezzo di cultura e nella conservazione di questa all’interno delle comunità italiane trapiantate nelle città americane come strumento di mantenimento delle proprie radici. È nota infatti la collaborazione di Brindisi con la Società Dante Alighieri di cui ha preso attivamente parte nella fase della sua fondazione come dimostra ampiamente un suo scritto del 1921 intitolato per l’appunto Dante e la Dante in America.
       Di particolare interesse, tra le carte e i documenti, la presenza di un diario manoscritto, in cui l’autore ci presenta un affresco lucido e puntuale delle vicende e dei protagonisti dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti d’America nei primi decenni del XX secolo, con particolare riferimento alla città di Boston.
Nel suo ruolo di vice console e di testimone attento della comunità degli italiani da poco stabilitasi degli Stati Uniti, Rocco Brindisi ci rammenta dell’importanza di saper osservare i fenomeni e le dinamiche che si innescano nelle comunità di emigrati in terra straniera che noi oggi in Italia siamo chiamati a guardare dall’altra sponda, dalla sponda dell’ospitante.
Non va dimenticato infatti che Rocco Brindisi si espose in prima persona, sia da italiano che nel suo ruolo di viceconsole, nella difesa di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, che negli stessi anni venivano ingiustamente processati, vittime dei forti pregiudizi di cui la società americana del tempo era intrisa. È bene tornare a riflettere su come il caso ha voluto intrecciare alle vicende di questo nostro illustre concittadino lucano uno degli eventi che più di altri ha impressionato e fortemente segnato la società americana di quel tempo. È uno di quei casi, insomma, in cui parlare di un uomo del nostro territorio, di un fenomeno come quello dell’emigrazione lucana nel cui contesto si muove la vicenda del personaggio, non significa chiudersi nel campo ristretto della storia locale ma aprirsi anche alla storia universale, suggerendo questa vicenda riflessioni di respiro più ampio, fino a toccare temi di più stretta attualità.
       Considerato l’indiscusso valore della persona di Brindisi siamo pertanto convinti che si ponga la necessità di rendere più ampiamente accessibile la conoscenza di questo illustre italiano. In quest’ottica di trasmissione dei risultati e di valorizzazione del personaggio, la vicenda umana di Rocco Brindisi occupa un posto privilegiato nel Museo dell’Emigrazione Lucana che ha sede nel castello di Lagopesole, in Basilicata, dove è stato presentato il volume e il diario dell’emigrante lucano in occasione di una giornata di studi a lui dedicata, e il materiale informativo preparato per quell’occasione è ora consultabile nello stesso museo. Che l’interesse per Rocco Brindisi vada al di là dei confini regionali è inoltre dimostrato dalla riuscita della presentazione della mostra sulla sua figura nel 2015, nell’ambito degli eventi messi in piedi per l’Expo di Milano.
L’appuntamento che si è voluto riservare nella splendida cornice di Matera intende porre l’attenzione su un particolare aspetto della vicenda di Rocco Brindisi, cioè la presenza, tra le carte confluite nell’archivio, di una missiva scritta da Sacco e Vanzetti al fine di ringraziare il viceconsole Rocco Brindisi per la forte presa di posizione in difesa della loro causa.
Parte essenziale di questa serata dedicata, sarà la proiezione del film Sacco e Vanzetti presso la Casa Cava di Matera, dove si coglierà l’occasione, oltre che per presentare i risultati del lavoro archivistico, per aprire un serio dibattito sui temi della difesa dei diritti umani in America e dei diritti degli emigranti, prendendo spunto dalla lettura del documento in questione.
Emozioni rese vivide dalla magia del cinema: un’opportunità auspicabile per raccontare storie, riscoprire personaggi, continuare ad emozionarci ed emozionare parlando di Basilicata.
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