Fp Cgil: stato agitazione medici servizio continuità assistenziale

punti apici 11/05/2017
ore 12:25
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BAS"Come Funzione Pubblica CGIL consideriamo grave la decisione della Giunta Regionale di sospendere, unilateralmente e senza alcun confronto sindacale, l’efficacia di alcune disposizioni contrattuali previste nell’accordo Integrativo Regionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale approvato con DGR n. 331/2008 relative ad alcuni compensi previsti per i medici di continuità assistenziale, decisione che avrà come effetto quello di ridurre drasticamente la retribuzione dei suddetti lavoratori, dimenticandosi che molte ancora sono le inadempienze contrattuali da sempre denunciate da questa Organizzazione Sindacale.
In particolare - si legge nella nota diffusa da Roberta laurino, segretario regionale della Fp Cgil -  sono anni che come FP CGIL denunciamo: 1) la mancata definizione dei compiti del medico ed in particolare la mancata regolamentazione dell’attività ambulatoriale (art. 67 ACN ) e art.30 comma 1 dell’AIR 1 Aprile 2008; 2) la mancata attuazione del servizio di reperibilità, non più sostenibile né giustificabile in quanto il servizio viene garantito per buona volontà dei medici che, con notevole spirito di sacrificio, continuano nella maggior parte dei casi ad assicurare il servizio attraverso “il cambio turno” per sopperire ad improvvise indisponibilità, o peggio, per assicurare comunque il turno di lavoro anche in caso di malattia per l’impossibilità di trovare un sostituto; 3) la mancata informatizzazione dei presidi di continuità assistenziale, che vede costretti i medici a fare certificati di malattia per telefono o con l’utilizzo dei cellulari personali; 4) la mancata regolamentazione delle prestazioni rese ai cittadini fuori regione (Art 35 comma 4 AIR - art. 57 ACN), comunque assistiti, ma senza compenso diversamente da quanto accade in tutte le altre regioni; 5) il mancato aggiornamento professionale cosi come previsto nell’accordo integrativo vigente art.28 comma 5 e art. 32 comma 5; 6) la mancata retribuzione per le cure prestate ai pazienti in assistenza domiciliare integrata (art. 35 comma 1 AIR).
Di tutto questo e di molto altro si è infatti discusso nella assemblea partecipatissima tenuta ieri presso la FP CGIL con i medici di continuità assistenziale che non sono più disponibili ad essere bistrattati e che, oltre al danno avuto in tutti questi anni adesso devono subire anche la beffa della sospensione dei compensi relativi alla indennità di rischio, all’usura della macchina ed alla assistenza resa alla popolazione pediatrica.
Nel corso della assemblea è stata unanime la volontà dei medici di continuità assistenziale di iniziare un percorso di mobilitazione nel caso in cui non si ponga rimedio con immediatezza a questa ingiusta decurtazione della retribuzione e alle tante inadempienze contrattuali.
Per tutte queste ragioni l’assemblea dei lavoratori ha deciso la proclamazione dello stato di agitazione stabilendo che, in caso di mancata convocazione urgente del tavolo regionale, al fine di trovare adeguate soluzione agli effetti prodotti dalla DGR n. 347 dello scorso 3 maggio, ripristinando l’attuale livello retributivo, i medici di continuità assistenziale inizieranno una azione di lotta ad oltranza a partire dal non utilizzare più la propria auto nel rispetto dell’accordo collettivo Nazionale, art.68 comma 4 lettera a) e a svolgere esclusivamente i compiti professionali e non di autisti che li sottopone a notevole rischio, disagio e stress nelle uscite soprattutto notturne considerata la particolarità del territorio, la frammentazione degli insediamenti abitativi, oltre che le condizioni metereologiche. Inoltre, i medici improvvisamente impossibilitati a svolgere il turno di lavoro, non essendo tuttora disponibile l’elenco dei reperibili, nonostante le ripetute sollecitazioni di questa OO.SS, si limiteranno solamente ad avvisare l’azienda tramite fax ed effettueranno esclusivamente le visite domiciliari non differibili cosi come previsto dall’ accordo collettivo nazionale art. 67.
Pertanto, come Funzione Pubblica CGIL chiediamo alla Regione di convocare con ogni urgenza il tavolo regionale al fine di affrontare nel merito tutto quanto rappresentato per trovare soluzioni adeguate che salvaguardino i diritti dei lavoratori e la loro dignità".

Bas 05
 

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