"Il Regno di Napoli", presentato volume di Aurelio Musi

punti apici 08/04/2017
ore 16:07
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BAS       “Percorsi di Alta Cultura e Ricerca Scientifica”. E’ questo il ciclo di iniziative promosso dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli studi della Basilicata e dalla Deputazione Lucana di Storia Patria, nell’obiettivo di concorrere – hanno evidenziato il Direttore del DiSU, prof. Paolo Augusto Masullo ed il Presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria, prof. Antonio Lerra – ad ulteriori sviluppi delle attività scientifico-culturali in atto verso Matera-Basilicata 2019.
   E la prima iniziativa di tale ciclo, aperto con la presentazione (nell’Aula Magna dell’Unibas, a Potenza) del volume di Aurelio Musi “Il Regno di Napoli” (Morcelliana, 2016), è stata caratterizzata da larga e qualificata presenza di pubblico, con ampia partecipazione di docenti, studenti universitari e degli istituti superiori.
      Un volume, quello di Aurelio Musi - ha evidenziato nel suo intervento il prof. Antonio Lerra – che fa dialogare storia e storiografia lungo un cammino plurisecolare solidamente ancorato in un ampio ventaglio di fonti, oltre che con continui riferimenti, anche critici, al susseguirsi di interpretazioni, percezioni e rappresentazioni, sempre dovutamente contestualizzate, tenendo insieme più registri e profili, dal terreno politico-istituzionale a quello socio-economico, a quello culturale e civile.
A loro volta i proff. Francesco Panarelli e Fulvio Delle Donne, sottolineando l’importanza di un percorso, quale quello seguito dal prof. Musi, a partire dalle caratterizzazioni portanti del Regno in età normanno-sveva, si sono ampiamente soffermati su interpretazioni e rappresentazioni d’ordine storiografico, l’uno essenzialmente in relazione al periodo normanno, l’altro su quello aragonese.
Nell’intervento conclusivo dell’Incontro, il prof. Musi, dopo aver richiamato motivazioni e tracciati portanti del suo lavoro, che delinea il profilo storico del Regno di Napoli fino all’Unità d’Italia, ha posto, tra l’altro, particolare accento sull’importanza di “una rigorosa conoscenza storica”, anche quale concorso all’esercizio di una solida coscienza civile nel “difficile presente”, non solo a livello di Mezzogiorno d’Italia.
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