GENTILE (CONFARTIGIANATO): OTTIMO AFFLUSSO TURISTICO A PZ E A MT

punti apici 02/01/2017
ore 13:04
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L’ottimo afflusso turistico a Potenza e a Matera per Capodanno, sia pure legato ad eventi di grande richiamo di spettacolo e ad attrattori affermati, conferma la validità del progetto Confartigianato di puntare anche nel 2017 sulla “leva” turismo. Ad affermarlo è Rosa Gentile, componente dell’esecutivo nazionale Confartigianato, sottolineando che al 30 giugno 2016 le imprese artigiane registrate alle Cciaa di Potenza e Matera per attività in comparti turistici rappresentano una quota del 16,4% del totale delle imprese artigiane. Una percentuale che colloca la Basilicata tra le prime dieci regioni italiane per quota di imprese artigiane che operano al servizio dei turisti. Gli ambiti settoriali dell’artigianato potenzialmente interessati dalla domanda turistica maggiormente rilevanti sono Abbigliamento e calzature con il 21,9%, seguito da Agroalimentare con il 18,7%, Trasporti con il 14,9%, Ristoranti e pizzerie con il 14,2%, Bar, caffè, pasticcerie con il 7,4%, Attività ricreative, culturali, intrattenimento con lo 0,7%. Particolarmente rilevanti anche le Altre attività manifatturiere e dei servizi con il 22,1% dell’artigianato a vocazione turistica, in cui sono comprese importanti attività dell’artigianato nella fotografia, cornici, gioielleria e bigiotteria, ceramica e vetro, lavorazione artistiche del marmo, del ferro, del rame e dei metalli, cure per animali domestici, centri benessere e palestre.
Il presupposto da cui si può ripartire nel nuovo anno – afferma Gentile - è assumere la consapevolezza che c’è ancora un utilizzo scarso e insufficiente delle risorse più importanti che la Basilicata e il Sud possiedono:  quelle naturali, ambientali, storico-culturali, che rappresentano fattori di attrazione turistica, di creazione d’impresa e di nuovi posti di lavoro e, non da ultimo, di miglioramento della qualità della vita per la popolazione; le produzioni tipiche del territorio meridionale, prime fra tutte quelle dell’agricoltura, dell’industria agroalimentare e dell’artigianato, ancora poco presenti sui mercati nazionali ed internazionali; le risorse umane, caratterizzate da una rilevante presenza di profili professionali ad alto livello di scolarizzazione, ma anche da un tasso di occupazione tra i più bassi d’Europa; una maggiore vitalità imprenditoriale frenata tuttavia dal peso eccessivo dei costi e dei tempi amministrativi e dalle carenze della strumentazione di sostegno; il posizionamento strategico al centro del bacino del Mediterraneo, non valorizzato dalla insufficiente dotazione infrastrutturale e logistica; la crescita di una rete di relazioni cooperative tra attori pubblici, privati, associazionismo diffuso, attraverso i Patti territoriali, i contratti d’Area, i PIT. A questo devono aggiungersi le opportunità offerte dalla società dell’informazione e dalle nuove tecnologie, che sono in grado di annullare l’handicap della perifericità geografica ma che purtroppo sono meno diffuse e meno efficienti nel Mezzogiorno. Per essere parte integrante di una proposta credibile, tuttavia – continua la dirigente di Confartigianato - abbiamo bisogno di qualificare le nostre competenze e di mettere a disposizione non soltanto il nostro patrimonio imprenditoriale e produttivo, ma anche la creatività progettuale: dobbiamo proporre una nuova concezione sostenibile del produrre, fortemente contaminata dalle nuove tecnologie, ponendoci con forza come alfieri del concetto di “manifattura 4.0”, che forse più che in altri contesti, può assumere una valenza fortemente strategica soprattutto nelle aree meridionali. Ma per far questo, dobbiamo recuperare la nostra capacità di promozione e animazione territoriale e non soltanto invocare politiche di sostegno. Sono le Associazioni il luogo più vicino ai bisogni che le imprese manifestano tutti i giorni e la nostra sfida è saper ritrovare lo spirito e le modalità per un loro rinnovato coinvolgimento, per esaltare la loro capacità di mettersi in gioco, assumendo noi una rinnovata capacità di comprendere le specificità settoriali e di mestiere. Noi per primi dobbiamo essere l’ambiente favorevole per lo sviluppo delle imprese, e lo potremo fare soltanto percorrendo la strada dello sviluppo interno di funzioni e di competenze nuove.

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