Comitato Sì Montescaglioso su esito voto referendum

punti apici 10/12/2016
ore 10:25
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AGR

AGR"Dopo un costante calo dei votanti nelle diverse tornate elettorali, i cittadini recatisi alle urne  per il referendum hanno segnato un vero boom:33.243.845 per l'esattezza, un numero superiore a qualsiasi altra consultazione referendaria. Questo dato significa che il voto è  stato politico prima ancora che sul testo della riforma". Lo dichiara Margherita Lopergolo, coordinatrice, con Raffaele Silvaggi -  del comitato per il Sì di Montescaglioso. 
"Con il 68,15 per cento di No, - prosegue - la provincia di Matera  ha conquistato il titolo ,meramente simbolico,di ambito provinciale  più convinto di Basilicata nel respingere la riforma costituzionale. Anche in centri come Montescaglioso, patria del viceministro degli Interni, Filippo Bubbico, il SI non è  riuscito ad affermarsi. Nel centro dell'Abbazia di San Michele Arcangelo i favorevoli alla riforma sono stati 1540 contro i 2985 del NO. Quella  che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla. La Basilicata è  meravigliosa.  Di certo - prosegue Lopergolo -  non si può nascondere l'amarezza per un'occasione di cambiamento sprecata: il verdetto delle urne è netto e duro . Va rispettato e compreso.
Anche se a fatica visto che il progetto di riforma costituzionale  era ardimemtoso, a detta della Merckel. La  riforma di 47 articoli su 138 della Costituzione, nessuno ci era mai riuscito. Renzi aveva portato una ventata di freschezza  nei burocrati, non più  un 'Italia delle mediazioni e dei compromessi estenuanti, ma un'Italia  fervente, dinamica, semplice. Un sogno per uscire dalla palude di una casta che rivendica i suoi poteri.Siamo alle prime battute di una crisi incartata come poche altre.
Ma la causa vera di questo collasso  va ricercata  nel crescente isolamento della società italiana che sembra non comprendere le ragioni della modernità sempre più diffusa  nel mondo. Recuperare il ruolo che l'Italia ha avuto un in passato, soprattutto nel primo dopoguerra, dove una generazione  si  è  impegnata a ricostruire  il Paese con operosità e ingegno partendo dal nulla ,rimane il compito  del prossimo governo  in presenza di un crescente populismo che minaccia la democrazia.
Lo spirito riformatore si è  infranto  sul muro  di circa 20 milioni di italiani, ma ritornerà sotto spoglie differenti .A fatica si dovrà ricominciare  da capo per mettere ordine in un assetto statale sempre più confuso .Di fatto, questa infinita campagna elettorale referendaria ha allargato il solco politico fra i separati in casa nello stesso Partito Democratico e l'esito  di questo voto non poteva non toccare i fragili equilibri di un partito che da tempo mantiene solo formalmente  una sua composizione unitaria. 
Due comportamenti contraddittori emergono  dal voto: il massiccio  voto per il SI  degli italiani sparsi nel mondo  e quello per il NO  dei giovani disorientati  e sfiduciati. Granitico  è  stato il voto dei simpatizzanti  di M5s che ha seguito le indicazioni di Grillo e che adesso sembra trovarsi un po' spiazzato  dal rapido evolversi di una situazione che non era stata davvero soppesata per le sue ricadute: la prospettiva seria di governare  e la strategia da seguire per farlo.
I 13.432.187 SI  sono il tanto evocato partito della nazione, cioè un Pd più spostato al centro e privato della propria sinistra. Proprio questo dato potrebbe  indurre Renzi  a rimanere  e tentare di vincere eventuali elezioni anticipate . I 13.4 milioni di Si sono tutto suoi, mentre i 19,4 milioni  sono la somma  di tanti No differenti, non riconducibili a unità.
Dal comitato del Si  di Montescaglioso 'La Basilicata è  meravigliosa' - conclude Margherita Lopergolo -   grazie a tutti  coloro che hanno creduto  nel cambiamento e hanno votato Si".

Bas 05

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