Potenza (Dc-Libertas): cogliere la lezione della “perenzione”

punti apici 05/11/2016
ore 11:19
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AGR“In politica è entrato, da qualche giorno, un nuovo termine che ha che fare con i procedimenti amministrativi: la perenzione che  significa, sinteticamente, estinzione del rapporto processuale per mancanza di attività procedurale entro un determinato periodo di tempo prescritto dalla legge. Il riferimento è alla “Ripartizione del Fondo preordinato alla promozione di misure di sviluppo economico e all’attivazione di una social card per i residenti nelle regioni interessate dalle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi. Produzioni anni 2013 e 2014” che in sostanza è bloccato al Ministero Economia e Finanza in attesa di progetti della Regione e di un’intesa con il MEF”. Così, in una nota, Giuseppe Potenza, segretario DC-Libertas Basilicata.
“La notizia, mi pare, almeno per ora, sottovalutata per il rischio che la perenzione rappresenta, vale a dire ritardi e rinvii per progetti che hanno invece una straordinaria emergenza. Penso fra tutti all’introduzione del Reddito Minimo di Inserimento che proprio attraverso le risorse del Fondo dovrebbe essere finanziato per i prossimi tre anni e per il quale sono state presentate ben 12mila domande, un numero impressionante e al tempo stesso significativo della prima necessità oggi in Basilicata che è il contrasto al disagio sociale delle famiglie. In questa vicenda ci sono riflessioni da fare. La prima riguarda la burocrazia che costituisce nel nostro Paese un freno nello svolgimento di ogni attività amministrativa ed istituzionale. Dalle interminabili code agli uffici pubblici e alle centinaia di adempimenti a cui sono sottoposti imprenditori, liberi professionisti e cittadini, parliamo di un autentico mostro. L’esperienza di altri Paesi invece insegna come una burocrazia professionale ed efficiente rappresenti un fondamentale fattore di sviluppo economico. Una burocrazia, al contrario, che costi più dei benefici che produce rappresenta una palla al piede per ogni possibile sviluppo economico fungendo da disincentivo reale, da “spaventa-investitore”. La seconda è più squisitamente politica perché riguarda la lentezza che segna la decisione di un provvedimento (qualunque esso sia) dalla sua pratica attuazione e che è uno dei motivi principali della crescita di sfiducia della gente nella politica e nelle istituzioni. Un esempio su tutti: per ottenere l’aiuto di primo insediamento in agricoltura i giovani lucani hanno dovuto attendere, in media, oltre 1000 giorni “invecchiando” prima di diventare giovani imprenditori nei campi. L’auspicio è che la perenzione serva da lezione perché oltre al Reddito Minimo ci sono importanti scelte a favore dei sistemi di impresa, delle piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e autoimprenditorialità, il potenziamento dei servizi alle comunità locali, e la promozione di nuova occupazione stabile che non ammettono battute d’arresto”.

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