Provincia Potenza: estesa accoglienza a famiglie di rifugiati

punti apici 26/09/2016
ore 13:40
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AGRFamiglie numerose di siriani, palestinesi ed eritrei, che hanno già attraversato i corridoi umanitari ed ottenuto lo status di rifugiati o la protezione internazionale, verranno ospitati in quattro comuni della provincia di Potenza, con un sistema di accoglienza diffusa. 
È l’oggetto della convenzione firmata questa mattina tra Provincia di Potenza, Arci e Fondazione Città per la Pace, nell’ambito del programma nazionale Sprar-Resettlement, finanziato dalle Nazioni Unite e coordinato dal Dipartimento Immigrazione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Finanziato con il Fondo europeo Asilo, Immigrazione ed Integrazione (Fami), il programma garantisce ai nuclei familiari che hanno già ottenuto asilo o protezione all’estero ed hanno ingresso legale in Italia misure  di tutela psico-sociale e legale, accompagnamento e assistenza all’accesso ai servizi sanitari ed educativi, formazione e riqualificazione professionale, finalizzati alla costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Atella, Avigliano, Lauria e Rionero in Vulture sono i comuni che ospiteranno un massimo di 50 beneficiari, garantendo loro l’accoglienza in abitazioni autonome all’interno dei centri storici,  oltre a servizi sanitari, linguistici ed educativi. Ad Atella è già arrivato il primo nucleo familiare siriano, composto da 8 persone di cui sei minori tra i 3 ed i 16 anni, che andranno ad integrare la popolazione scolastica locale.
“L’iniziativa, che ripropone un modello di accoglienza già sperimentato a favore di cittadini afgani che avevano aiutato il contingente italiano impegnato in missione di pace, ha come obiettivo – ha spiegato il presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi –  quello di favorire il radicamento e l’integrazione lavorativa sul nostro territorio delle famiglie accolte, per contrastate l’inarrestabile spopolamento della Basilicata ed in particolare delle aree interne della provincia, allo scopo di garantire il mantenimento della rete dei servizi pubblici essenziali: in primis sanità, trasporti e scuola”.
“Diamo il via – hanno aggiunto i presidenti della Fondazione Città per la Pace ed Arci, Valerio Giambersio ed Ottorino Arbia -  ad una nuova frontiera dell’accoglienza che, oltre a mettere in campo il valore della solidarietà, punta a costruire una via d’uscita per lo spopolamento dei nostri piccoli centri e rappresenta una possibilità di lavoro per tante giovani professionalità lucane”.
Alla sottoscrizione della convenzione erano presenti anche la dirigente dell’Ufficio Lavoro ed Immigrazione della Provincia Maria Lugia Pace e la responsabile del progetto Marcella Avena, che il presidente Valluzzi ha ringraziato per il costante impegno e l’ottimo lavoro svolto.   

Bas 05

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