Matera, Vittorio Storaro su “Scrivere con la Luce”

punti apici 17/09/2016
ore 19:20
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AGR“Scrivere con la luce è stato sempre il mio sogno e la mia ispirazione. Da sempre, da quando ho cominciato a studiare fotografia negli anni Cinquanta, ho avuto la sensazione che fotografare sia scrivere con la luce, e la cinematografia sia scrivere con la luce attraverso immagini in movimento”.
“Da subito ho capito che per esprimermi al meglio, come direttore della fotografia, non mi bastava la tecnica. Avevo bisogno di conoscere le arti, perché il cinema, considerata la decima musa, si nutre di tutte le altre arti: la letteratura, la pittura, la musica, l’architettura. Nel corso degli anni ho cercato di approfondire e sperimentare questo rapporto. La mostra “Scrivere con la luce” è il frutto di questo percorso di conoscenza. Sono tre i punti fondamentali del mio percorso artistico e della mia carriera: le collaborazioni con Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Warren Beatty e sono queste collaborazioni a segnare il tracciato di tutta la mostra”.
Quando ho cominciato a fare fotografie ho capito che, per esprimermi al meglio, dovevo sommare più di un’immagine. Ho cercato di capire come imprimere, con la macchina fotografica, sulla stessa pellicola due immagini per farle dialogare nello stesso fotogramma creando un’arte fotografica che dava la sensazione della cinematografia e che è la mia espressione fondamentale. Tutto quello che si vede nella mia mostra, da ‘Giovinezza, giovinezza’ a ‘Piccolo Buddha’ rappresenta il mio percorso artistico e di vita e che io considero come un viaggio”. Lo ha detto il premio Oscar, Vittorio Storaro a proposito del progetto dell'Accademia della luce di Matera.
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