Uil Matera su opportunità Matera 2019

punti apici 07/09/2016
ore 15:33
punti
AGR

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Intervento del Coordinatore Territoriale
Uil Matera
Francesco Coppola

“La straordinaria opportunità oggettivamente rappresentata da Matera 2019 è comprensibilmente al centro delle riflessioni e confronti che coinvolgono la classe dirigente del territorio Materano e non solo. A proposito occorre trovare urgente sintesi delle differenti vedute e posizioni e creare i presupposti per un clima politico-istituzionale il migliore possibile per centrare tutti gli obiettivi necessari per non vanificare questa grande occasione che segnerebbe un punto di svolta storico per Matera ed i territori circostanti.
Però al momento e nelle more della concretizzazione delle grandi potenzialità di Matera 2019, il territorio Materano, nei diversi settori produttivi, stà attraversando un  periodo di crisi più che straordinario  che nasce ancor prima della crisi globale e che non accenna a mollare la presa.
Il tutto senza che ci sia da parte delle istituzioni la dovuta consapevolezza e la messa in campo di strategie adeguate  per cercare di dare un po’ di respiro all’economia stagnante ed alle vertiginose percentuali di disoccupazione interessante ogni  fascia di età.
Di seguito un sintetico excursus delle situazioni più rilevanti:
L’area industriale Val Basento, dichiarata area SIN, è in attesa della prevista bonifica già finanziata a livello Nazionale, ma che non riesce a trovare la definizione ultima delle procedure applicative ed esecutive. Di quanto tempo ancora vi sarà bisogno e cosa si stà facendo per accelerare il tutto?
La bonifica è il presupposto imprescindibile per verificare le reali condizioni di sostenibilità ambientale di quel sito e contestualmente favorire l’insediamento di altre attività produttive;
Che dire poi di quello che un tempo è stato il polo del salotto? Al momento vi sono interessati circa tremila addetti dei quali circa 300 con la cassa integrazione in scadenza il 15 ottobre 2016 e difficilmente rinnovabile e circa 1.500 unità interessate da contratti di solidarietà con scadenza aprile 2017. Se a questo si aggiunge il mancato insediamento delle new company che l’accordo sottoscritto al Ministero prevedeva e che avrebbero consentito la diversificazione delle produzioni, il quadro a tinte fosche del settore si realizza in tutta la sua drammaticità;
Nel settore metalmeccanico si intravede qualche nota positiva alla COMER, mentre la FERROSUD, azienda storica del Materano, convive con una crisi annosa e stagnante. Il problema di fondo è chiudere il concordato aperto con la precedente gestione e sperare nell’ingresso di nuovi imprenditori che attraverso l’adeguamento tecnologico della struttura che pure può vantare esperienze e professionalità indiscusse nel settore, sia legittimata a concorrere all’acquisizione degli innumerevoli appalti a cui il settore è interessato;
Il settore turistico, trainato da Matera, presenta numeri che fanno ben sperare, guai però ad illudersi e pensare che tutto possa poggiarsi sulla spontaneità di imprenditori e operatori vari. Occorre una visione d’assieme che partendo da Matera conglobi il Metapontino e le aree interne, con un sistema a rete che metta tutte insieme le potenzialità e l’oggettivo appeal dei Sassi come della costa Jonica, i siti archeologici della Magna Grecia con i percorsi enogastronomici tipici e prodotti agroalimentari di nicchia.
I presupposti consistono nell’aumentare, migliorare e diversificare  la ricettività  con adeguate politiche di sostegno che strutturino l’area al fine aprirsi alla destagionalizzazione. La nuova occupazione prevista richiede interventi di formazione, riquaificazione e aggiornamento per una serie di figure professionali che oggi sono insufficienti. Di questo deve farsi carico la Regione utilizzando al meglio il nuovo congegno stabilito per l’impiego dei fondi 2014/2020 e recuperando il ritardo che attualmente ancora si sconta nella definizione della programmazione e della sua attuazione;
Anche la straordinaria potenzialità  che l’area del Metapontino esprime nel settore agroalimentare non viene adeguatamente valorizzata. Il tutto o quasi è lasciato all’azione dei singoli produttori, perché il sistema complessivo nonostante la quantità delle risorse utilizzate, non riesce a sostenere il settore nel migliorare le colture e nella capacità di commercializzazione.
La riforma dell’ALSIA  va accelerata nella sua strutturazione affinchè tramite la valorizzazione delle professionalità tecniche pure esistenti, possa costituire supporto reale ed efficace per il mondo agricolo; insieme alla non irrilevante portata a compimento di quella  piattaforma logistica reiteratamente invocata e che consentirebbe al settore di attrezzarsi adeguatamente  alla dura competizione a cui è soggetto. A proposito a che punto siamo? Le risorse sono sufficienti e perché non si accelera?
Discorso a parte merita l’aeroporto di III° livello di Pisticci. Al netto dell’impegno e determinazione dell’attuale assessore competente , si è assistito solamente a non meglio chiarite perplessità e ad approcci insufficienti, fino a portare la nostra Regione a credere e sostenere il progetto Pontecagnano di Salerno.
Invece il solo afflusso potenziale di turisti per Matera e interessante la costa Jonica non solo Lucana, avrebbe meritato una attenzione diversa pur non eludendo le difficoltà della tenuta sul mercato.
Insomma un territorio con buone potenzialità ma che sconta ritardi e responsabilità nella programmazione. Ritardi che al netto di Matera 2019, si stanno acuendo sempre di più. E’ dunque prioritario innovare profondamente l’intero ciclo di programmazione, favorendo processi di coinvolgimento degli attori di contesto e delle forze sociali.
Serve una netta discontinuità  con le procedure e modalità operative utilizzate nel passato attraverso strategie e finanziamenti mirati, monitoraggi e verifiche sistematiche, tali da liberarci dalla distribuzione di risorse a pioggia nel migliore dei casi e più usualmente invece utilizzate per foraggiare le clientele politiche, pratica questa sempre attuale, anzi in auge”.



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