ASS. BENE COMUNE VIGGIANO SU UNIONE COMUNI VAL D’AGRI

punti apici 29/08/2016
ore 09:40
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Dichiarazione di Vittorio Prinzi
presidente dell’Associazione Bene Comune Viggiano
E’ evidente che la gestione in forma consortile da parte di pochi Comuni della Val d’Agri di alcuni servizi importanti non può bastare e che l’obiettivo deve essere quello di accelerare sul terreno della riforma della governance. Dobbiamo capire se essa viene intesa come una semplice agenzia di servizi al territorio ed in questo caso non potrà che essere gestita dai sindaci del territorio e andando oltre la semplice esigenza della riorganizzazione dei servizi, o se piuttosto può essere una grande ed unica opportunità per riorganizzare con il sistema delle autonomie locali la Regione ragionando dal basso sulle filiere corte.
Condivido la lucida valutazione del Presidente dell’Anci lucana Adduce sulle cause del rallentamento del processo dell’Unione dei Comuni che chiama in causa innanzitutto responsabilità ed adempimenti del Governo e del Parlamento. C’è in proposito una proposta chiara e precisa di riforma presentata dall’ Anci sulle gestioni associate per il riordino della governance locale. Un buona base di confronto sul territorio che guarda al modello francese e quindi, pur conservando l’autonomia del campanile, tende a riformare il processo di area vasta per collaborare per un servizio comune ma che necessita principalmente di una disponibilità finanziaria importante per incentivare il processo e continuità nel tempo delle unioni e delle fusioni. Di qui la necessità che il Governo approvi un collegato ordinamentale alla prossima legge di Stabilità con cui mettere organicamente mano al tema delle gestioni associate. Non servono interventi settoriali, abbiamo bisogno di una revisione complessiva. Ma tutto ciò non esime la Regione da fare quanto è possibile a partire da una gestione, per quanto riguarda le royalties del petrolio e nei Comuni della Val d’Agri, di servizi comuni e la programmazione di progetti comprensoriali specie sul piano dell’assistenza socio-sanitaria alle categorie più deboli e in tema di infrastrutture civili.
Per l’Associazione Bene Comune di Viggiano una buona base di partenza può essere quella di ridurre il numero delle funzioni da associare e dare ai territori maggiore flessibilità per stabilire quante e quali funzioni mettere insieme. Un passaggio che appare tanto più necessario per offrire una immediata risposta alle esigenze dei piccoli centri, sottoposti ad un forte rischio desertificazione con la chiusura continua dei diversi presidi territoriali.
In ottobre si procederà al rinnovo del Consiglio Provinciale, con il nuovo sistema (votano solo sindaci e consiglieri comunali): è l’occasione  per chiarire una volta per tutte competenze e funzioni, rapporti con i Comuni (Unioni e Aree Programma), trasferimento del personale. Specie per il personale della Provincia è indispensabile farlo uscire dallo stato di incertezza e precarietà.



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