CONFARTIGIANATO, Artigiani protagonisti dell’’Internet delle cose

punti apici 27/08/2016
ore 11:28
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AGR

AGRSi chiama IoT, acronimo di Internet of Things (Internet delle cose), ed è il nuovo mondo delle cose ‘intelligenti’. Si tratta dell’ultima frontiera delle tecnologie digitali e, in pratica, indica tutti gli oggetti che ci circondano, dagli elettrodomestici ai mezzi di trasporto fino ai macchinari industriali, che prendono vita, diventano ‘intelligenti’ e grazie alla ‘Rete’ comunicano con altri dispositivi, raccolgono informazioni e forniscono indicazioni su come migliorare la nostra vita quotidiana.
Una rivoluzione che riguarda tutti, consumatori e imprenditori, e trasforma profondamente gli stili di vita, i comportamenti delle persone, ma anche i prodotti e i processi produttivi. E così si aprono nuove opportunità per il business delle imprese.
L’artigianato e le piccole imprese sono già protagonisti dell’Internet delle cose. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che le imprese digitali – che conoscono ed utilizzano almeno una tecnologia digitale – sono il 29,6% del totale delle micro e piccole imprese fino a 20 addetti.
In particolare – riferisce Rosa Gentile, vice presidente nazionale con delega al Mezzogiorno – si piazzano bene regioni e province meridionali come l’Abruzzo con una percentuale del 68,1% degli addetti di imprese attive, seguito dalla Basilicata con il 67,8%, la Calabria con 60,7% e la Campania con 64,5%, che occupano i primi quattro posti della classifica per regioni. Per le province lucane, Matera ha 4.734 addetti in questa tipologia di attività che equivalgono al 68,2% degli addetti totale e Potenza 9.067 pari al 67,5% del totale. Secondo il nostro Ufficio studi nel 2020 in Italia i ricavi di IoT sono valutati al5,4% del PIL e tra il 2014 e il 2020 il mercato degli oggetti connessi in rete nel nostro Paese crescerà ad un tasso medio annuale del 20,4%.
Il lavoro artigiano è fortemente coinvolto nei cambiamenti del sistema produttivo determinati dalla connettività degli oggetti. Tra i settori maggiormente interessati dall’Internet of Things vi sono il manifatturiero, il trasporto e lalogistica, l’autoriparazione e l’impiantistica (interessata dallo sviluppo della domotica) in cui operano 800.305 imprese artigiane con 2.077.433 addetti che rappresentano il 73,6% dell’occupazione dell’artigianato; nei settori IoToriented operano 1.160.746 micro e piccole imprese con meno di 20 addetti.

L’altra faccia della medaglia al Sud – afferma Gentile – è la bassa percentuale di famiglie che dispone di acceso ad Internet : solo banda larga fissa il 29,4% (il 39% al Nord), solo banda larga mobile il 19%, banda larga fissa e banda larga mobile il 10,1%. Un elemento che frena la domanda individuale di beni e servizi connessi con lo IoT.
bas04 

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