Confesercenti: sagre “vere” e soprattutto in regola

punti apici 08/08/2016
ore 15:31
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AGRUn regolamento sulle manifestazioni di somministrazione temporanea, vale a dire le numerose sagre che in troppi casi non hanno nulla di promozione delle produzioni tipiche e locali ma sono solo eventi commerciali: è la proposta della Fiepet-Confesercenti che associa gli esercenti pubblici e turistici.  Sagre enogastronomiche, feste paesane, manifestazioni culturali, politiche e religiose, di volontariato, ecc.: non semplice folklore ma una vera e propria forma di concorrenza sleale per i pubblici esercizi e di business per gli organizzatori.
Come Confesercenti e come sindacato di settore dei pubblici esercizi FIEPET – spiega Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza - stiamo monitorando da alcuni anni il fenomeno della somministrazione effettuata durante lo svolgimento di manifestazioni od eventi di diverso genere. Parliamo delle molteplici feste e sagre che a qualsiasi titolo e con qualsiasi pretesto vengono organizzate attorno ad uno stand gastronomico, il quale produce consistenti benefici economici al soggetto organizzatore, tanto che risulta evidente che ci si inventano feste e sagre con il solo scopo di aprire un punto ristorante.
E' evidente che moltissime feste e sagre, soprattutto quelle ideate recentemente, non hanno la caratterizzazione di evento paesano, di valorizzazione delle tradizioni locali e tanto meno di eventi di promozione di prodotti tipici alimentari della zona laddove gli stand gastronomici propongono sempre più spesso carne alla griglia, piatti e contorni che nulla hanno di caratteristico e di territoriale.
E' chiaro ed innegabile che il fenomeno diffuso dell'erogazione di pasti al di fuori del canale tradizionale della somministrazione rappresentato da ristoranti, bar, alberghi, trattorie sta producendo pesanti effetti negativi in termini di pasti erogati e di fatturato per i pubblici esercizi.
Queste feste e sagre con somministrazione ormai si svolgono praticamente tutto l'anno invece di limitarsi a pochi e circonstanziati eventi con requisiti di eccellenza e di valorizzazione del territorio.
La proliferazione eccessiva di tali manifestazioni, provoca una distorsione delle regole di mercato ed un chiaro ed evidente fenomeno di concorrenza sleale che sta mettendo in seria difficoltà le imprese.
E' una concorrenza sleale perché i pubblici esercizi che somministrano pasti con regolare licenza devono sottostare alla lettera ad una infinita serie di prescrizioni e di regole, rispettare tutta la normativa locale, regionale e nazionale e pagare tutte le imposte e le tasse.
E' una concorrenza sleale perché le associazioni, i circoli, le pro loco, i partiti politici, i comitati ricadono sotto un regime agevolato e non devono seguire tutte le regole sul piano normativo, burocratico e fiscale dei pubblici esercizi, in quanto dal punto di vista fiscale, per tali associazioni, i proventi generati non concorrono alla formazione di reddito imponibile, né ai fini IVA né per quanto riguarda le imposte sui redditi.
La FIEPET-CONFESERCENTI ha chiesto e sta chiedendo in modo pressante a tutte le Regioni di intervenire con una legge che definisca con precisione cosa si intende per sagra gastronomica e fiera paesana di valorizzazione delle tipicità locali.
Vanno mantenute solo le sagre "vere", quelle che si richiamano alla cultura enogastronomica dei prodotti tipici locali e alle eccellenze culinarie specifiche del luogo come nel nostro caso le Sagre del Canestrato di Moliterno IGP, del fagiolo di Sarconi, del pecorino di Filiano per citare solo le più note che – dice Cassino - favoriscono lo sviluppo economico-turistico del territorio.
Chiediamo una legge che definisca regole e condizioni per il rilascio delle autorizzazioni di somministrazione temporanea in occasione di sagre, feste eno-gastronomiche, di partito, religiose, onlus, associazioni, circoli privati e simili e che intervenga su definizione, durata, dimensioni, ripetitività, divieto della possibilità di asportare i pasti, con l'obbligo di attenersi alle regole sanitarie.
Chiediamo l'obbligo per i Comuni di fare un regolamento, in accordo con le associazioni più rappresentative del commercio e del turismo, che predefinisca il calendario delle fiere e sagre e le modalità di svolgimento.Confesercenti prova a scendere in campo in difesa del commercio che rispetta le regole chiedendo alle istituzioni maggiori controlli e una vigilanza più stretta, soprattutto in occasione delle sagre e dei tantissimi eventi dell’ estate. «La concorrenza sleale ci danneggia, eppure sembra che non interessi a nessuno. In questo modo chi lavora onestamente è penalizzato due volte: da una parte ci sono quelli con partita Iva e licenza, dall’ altra parte quelli che hanno i prodotti freschi ma sono senza autorizzazioni.
«Il ruolo delle amministrazioni locali sarà in ogni caso essenziale per garantire la concorrenza leale - continua Cassino - e la parità di trattamento rispetto alle imposte locali, oltre che per scongiurare l’elusione di ogni regolamentazione da parte delle attività di somministrazione su area privata aperta al pubblico, per le quali chiediamo analoga calendarizzazione».


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