La Pa lucana sceglie gli Appalti ecosostenibili

punti apici 15/07/2016
ore 17:35

Si è tenuto questa mattina a Potenza il seminario per addetti ai lavori sulle opportunità offerte dalle novità normative in materia di appalti: presentato il progetto GppBest, di cui la Basilicata è soggetto capofila e al quale partecipano le Regioni Sardegna, Lazio, il Ministero per l’Ambiente della Romania e la Fondazione Ecosistemi.

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AGRNell’ambito del progetto “GPPbest - Scambio delle migliori pratiche e strumenti strategici per il Green Public Procurement (programma Life 2014)”, avviato ad ottobre e coordinato dalla Regione Basilicata, si è tenuto questa mattina a Potenza il seminario dal tema “Appalti e acquisti verdi della pubblica amministrazione per l’economia circolare”. Numerosi e altamente qualificati gli interventi dell’iniziativa, promossa dalla direzione generale del Dipartimento Programmazione e finanze della Regione Basilicata. Sono intervenuti, tra gli altri, Silvano Falocco (Fondazione Ecosistemi), Riccardo Rifici (Ministero dell’Ambiente), Raffaele Rinaldi, dirigente generale della Stazione unica appaltante della Regione Basilicata ed il dirigente generale del Dipartimento Programmazione e finanze, Elio Manti, che ha fatto anche da moderatore e coordinatore. L'incontro - che si è sviluppato in due parti, con una tavola rotonda finale animata da pubblica amministrazione e mondo datoriale - è stato organizzato per discutere sulla legge 221 del 2015 che prevede l’obbligo di inserire i criteri ambientali minimi negli appalti pubblici dei lavori, di beni e servizi, anche alla luce dell’entrata in vigore del decreto legislativo 50 del 2016 “sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto”.
L'iniziativa rientra nel progetto Green Public Procurement, di cui la Basilicata è Regione capofila nello scambio di buone pratiche e opportunità per il territorio insieme alla Sardegna, al Lazio, al Ministero dell’Ambiente della Romania e alla Fondazione Ecosistemi.
“L’intento - ha detto il dirigente Manti - è quello di favorire la tutela ambientale e lo sviluppo territoriale utilizzando gli strumenti di mercato della domanda e dell'offerta: se orientiamo il pubblico ad acquistare prodotti con ridotto impatto ambientale, il mercato e quindi le imprese si adegueranno e modificheranno l'offerta. Stiamo sviluppando un progetto che avrà ricadute importanti sull'economia. In tutto questo fondamentale sarà la collaborazione con le Regioni Lazio e Sardegna e con il Ministero per l’Ambiente della Romania, per lo scambio di pratiche e per modificare il mercato inducendo le imprese a fare innovazione. I criteri ambientali e di economia circolare - ha detto ancora Manti - devono diventare qualificanti per la nostra amministrazione”.
“Il Green Public Procurement - ha evidenziato Silvano Falocco, della Fondazione Ecosistemi - è uno strumento di mercato, questa è la sua forza: incide su capitolati, appalti e bandi di gara. Le aziende, quindi, per essere competitive dovranno diventare ecoinnovative e avanzate”.
“Tra gli obiettivi strategici - ha sottolineato Riccardo Rifici, del Ministero dell'Ambiente - abbiamo individuato il consumo e le produzioni sostenibili, l'uso efficiente delle risorse, l'economia circolare, che consiste nel chiudere il ciclo recuperando la materia ed i prodotti. In tutto questo sono stati stabiliti una serie di criteri di base e di selezione di cui dovranno tenere conto le Stazioni appaltanti. I criteri da assorbire sono ben 16, e vanno dai prodotti per gli uffici all'illuminazione fino ai lavori sugli edifici”.
Dopo una lunga e dettagliata relazione del dirigente della Stazione unica appaltante della Regione Basilicata, Raffaele Rinaldi, che ha parlato dei riferimenti normativi nazionali e regionali con tutte le novità scaturite in tema di appalti pubblici, ricordando che “sarà proprio la stazione unica il soggetto giuridico al quale bisognerà fare riferimento nell’ambito del progetto Gpp” c’è stato l’intervento di un imprenditore di Matera, che ha raccontato l’esperienza della propria impresa (Ecoplan), che dal recupero dei materiali riciclati realizza taniche in plastica. Infine, gli interventi di Nicola Fontanarosa, del manifesto di 14 associazioni datoriali “Pensiamo Basilicata” e del vicepresidente di Confindustria Basilicata, Giovanni Maragno. Entrambi hanno sottolineato “l’importanza dei nuovi spazi creati dalla evoluzione normativa per far recuperare competitività alle imprese e per creare opportunità di sviluppo”.
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