SANITA’ PRIVATA: IL COMMENTO DI ASPAT BASILICATA

punti apici 08/06/2016
ore 17:50
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AGR“Le questioni discusse oggi nell’incontro alla Presidenza della Giunta, che riprendono indicazioni della Quarta Commissione, con l’apporto propositivo che abbiamo dato in sede di audizioni, devono rappresentare un punto d’arrivo. La realtà esistente nel comparto della specialista ambulatoriale accreditata richiede pertanto regole certe se vogliamo realmente partire da zero”. E’ questa la posizione dell’Aspat Basilicata illustrata dalla presidente regionale Antonia Losacco presente insieme a titolari di strutture associate. Nel ringraziare il Presidente Pittella e i rappresentanti istituzionali per la ripresa del confronto, Losacco ha ribadito la delicatezza della materia, in quanto le decisioni che scaturiranno avranno ricadute economiche e sociali importanti a livello aziendale, occupazionale, di diritto e di libera scelta alle cure.
Losacco ha sottolineato il ritardo nell'adozione del provvedimento delle Linee di indirizzo ai fine della definizione dei contratti, secondo gli impegni assunti dal Presidente Pittella.
Aspat Basilicata nell'evidenziare lo squilibrio territoriale regionale nella distribuzione dei tetti di spesa ha evidenziato che in un corretto Sistema competitivo vi devono essere regole certe e norme chiare, che il significato da attribuire al “fabbisogno assistenziale”, è garantire Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), Lua (Livelli Uniformi di Assistenza) e continuità assistenziale e che per trovare soluzioni, bisogna partire dalla programmazione degli obiettivi e delle regole per poi passare alla programmazione delle risorse e alla modalità di redistribuzione delle stesse, abbattendo le differenze di trattamento fra tutti i Settori della Sanità Privata.
Ai fini contrattuali, per garantire la rimodulazione della domanda/offerta ed uscire progressivamente dalla rigidità del tetto di singola struttura, Aspat propone di attribuire un Tetto di spesa definito mix, di cui il 70-80% riferito allo storico LEA dell'anno precedente e il rimanente 20-30% configurato come quota di competitività cioè di garanzia alla libera scelta. Il tetto di “qualità” – è la posizione ribadita - non è utilizzabile in quanto i parametri hanno già fatto parte delle verifiche attinenti l’accreditamento istituzionale e del correlato processo di qualità certificata; bisogna invece necessariamente determinare i contratti con le strutture sulla base dell'organizzazione strutturale, strumentale, tecnologica e di personale operante ne centro contrattualizzato con CCNL di categoria.

Bas 05

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