MEDICINA DI GENERE FRA NUOVI STUDI E NUOVI FARMACI

punti apici 16/04/2016
ore 12:24
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AGRLe varie fasi della vita, dall’infanzia alla vecchiaia sono state al centro degli interventi che si sono susseguiti nell’ambito del Congresso internazionale di medicina di genere, che si concluderà questa mattina, presso Palazzo Viceconte a Matera. Bambini e adolescenti sono stati i protagonisti delle ricerche presentate nella prima sessione della giornata, a cui sono seguiti interventi su patologie che si manifestano prevalentemente nell’età adulta e vecchiaia, come diabete, osteoporosi, artrite e sarcopenia.
“La medicina nell’ottica di genere- ha spiegato Giuseppe Seghieri del Centro Salute e Medicina di genere di Pistoia- deve tener conto non solo del sesso, ma anche dell’età delle persone. Nelle varie fasi della vita di una donna il menarca, la gravidanza, la menopausa e la post menopausa modificano profondamente le condizioni personali e , in qualche caso, lo stato di salute. L’età, pertanto, è fondamentale nel parametrare la medicina in un’ottica di genere. Nella cura del diabete- ha precisato il medico internista- ci sono molti farmaci nuovi, nuove insuline e nuovi farmaci orali. Anche questi farmaci, di cui conosciamo ancora poco sia per quanto riguarda gli effetti nel lungo periodo sia per quanto riguarda l’efficacia e la sicurezza, vanno testati rispetto al genere, anche se spesso gli esperimenti non vengono realizzati in maniera adeguatamente rappresentativa”.
Al congresso è intervenuto Nello Martini, farmacologo, per anni ai vertici dell’Accademia Nazionale di Medicina, che ha messo in evidenza che nonostante gli studi specifici per genere siano ancora molto scarsi, i risultati che sono stati riportati nel corso del convegno rivelano delle conoscenze molto importanti sulla differente prevalenza delle malattie nella donna e nell’uomo e anche le cause che determinano efficacia ed effetti collaterali diversi. Dati che fino a qualche tempo fa non erano disponibili e che anche nel caso della Basilicata rafforzano queste evidenze. “Oggi -ha precisato il farmacologo- siamo nelle condizioni da un lato di promuovere studi più specifici per il trattamento delle malattie delle donne e di meglio governare i processi di spesa per le malattie di genere”.
Sesso, stress ed età sono state le parole chiave della presentazione di Emmanuele A. Jannini dell’Università Tor Vergata di Roma, che ha illustrato come un’esperienza di stress psicosociale durante il periodo di gravidanza può portare allo sviluppo di malattie come l’autismo e la schizofrenia, solo nei maschi.
Della maggiore tendenza delle donne europee a sviluppare depressione e ansia ha parlato Giuseppe Paolisso, della Seconda Università degli studi di Napoli, evidenziando anche come l’incidenza dell’Alzheimer sia più alta nelle donne rispetto agli uomini.
L’osteoporosi è stata la patologia analizzata nella presentazione del professore Claudio Marcocci, dell’Università di Pisa, che ha sottolineato le differenze tra i due generi, da cui emerge una maggiore fragilità ossea da parte delle donne.
Con l’avanzare dell’età, oltre all’indebolimento delle ossa, si va incontro alla progressiva perdita della massa muscolare, un fenomeno fisiologico analizzato nell’intervento di Silvia Migliaccio dell’Università “Foro Italico” di Roma.
Nella sessione finale è intervenuto Ignazio Olivieri, direttore del Dipartimento di reumatologia dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza e presidente della società italiana di reumatologia.
Il professore ha messo in evidenza le differenze tra i due generi nell’artrite reumatoide, attraverso un confronto tra passato e presente. Attualmente, ha spiegato Olivieri, gli uomini rispondono meglio alle cure rispetto alle donne, mentre tra i due sessi cambia l’età d’insorgenza della malattia e la produzione di anticorpi. La maggior parte dei pazienti con artrite reumatoide sono donne di mezza età . Le differenze tra i due sessi sono da attribuire a fattori biologici, come ad esempio gli ormoni e a abitudini come il fumo, che influenzano la predisposizione alla malattia.
La terza giornata si è conclusa con le osservazioni di Achille Caputi, dell’Università di Messina sui rischi e gestione della politerapia, la somministrazione di più farmaci contemporaneamente per la cura di diverse patologie.
Aprirà gli interventi della terza giornata Marianne Legato di New York, una delle madri della medicina di genere.
bas04 

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